Elia: il miracolo chimico

Il termine che rappresenta il nome del profeta viene riportato e usato nei vari libri dell’Antico Testamento (1 e 2Re; 1 e 2Cr; Gb; Ml; 1Sam…) con una grafia e con significati variabili:

• HSWA [Elia]: “Signore (è) Yah”;

• JHSWA, AJHSWA [Eliahu]: “Signore (mio) egli”.

La vita e l’attività di Elia sono sostanzialmente narrate nei due Libri dei Re: operò come profeta di Yahwèh, che come sappiamo era un El, cioè un appartenete alla schiera degli Elohìm; originario di Tishbe di Galaad, svolse la sua missione al tempo del re Acab (IX secolo a.C.).

È considerato uno dei più grandi profeti dell’intera storia del popolo di Israele e l’Antico Testamento gli attribuisce diversi fatti straordinari:

Giuseppe Flavio, schiere celesti e… la visione incredibile

Per le notizie sullo storico giudeo-romano e sulla sua opera rimandiamo al Glossario, ma vogliamo riportare qui un brano tratto dal suo lavoro Guerra giudaica.

Si tratta di un evento la cui descrizione richiama in modo stupefacente alcuni dei brani che abbiamo incontrato nella disamina della molteplicità degli Elohìm.

Tra il 66 e il 70 d.C. Roma interviene per sedare le ribellioni scoppiate in Giudea e a Gerusalemme: il conflitto terminerà con la conquista e distruzione della città ad opera dell’esercito romano comandato da Tito.