Intervista a Cinzia Mele su “Gli Dei Baltici della Bibbia”

Una nuova intervista fatta a Cinzia Mele co-autrice del libro “Gli Dei Baltici della Bibbia”

Ecco un entratto 👇

Innanzi tutto vorremmo conoscerla un po’… Come nasce il suo interesse per questa materia? Nello specifico, come e perché ha iniziato a studiare la tradizione finnico-nordica in questa chiave “alternativa”?

L’interesse per il Nord Europa e per i suoi intrecci con il testo biblico è nato a seguito dell’individuazione in territorio finlandese delle due aree boschive di Sodoma e Gomorra che, con i loro nomi così “fuori contesto” hanno suscitato in me la curiosità di conoscere il motivo per cui qualcuno avesse così chiamato quei luoghi.  Per avere chiarimenti in merito, a suo tempo presi contatti con l’istituto di toponomastica finlandese secondo il quale, pur non avendo alcuna notizia sui tempi e sugli artefici di tale stranezza, la denominazione di Sodoma e Gomorra è ispirata alla Bibbia.

Grazie al link del sito di toponomastica, gentilmente ricevuto insieme alle informazioni richieste, in poco tempo ho potuto individuare decine e decine di toponimi identici o molto assonanti con località bibliche o connesse all’antico Egitto, cito a titolo di esempio il fiume Giordano, la valle del Giordano, il deserto del Sinai, il fiume Kidron, il fiume Nilo; successivamente l’ area di interesse si è allargata a tutti i territori che si affacciano sul mar Baltico dove analogamente si palesavano luoghi geografici “gemelli” di quelli mediterraneo-mediorientali.

Gli stupefacenti parallelismi tra Nord Europa e area mediterraneo-mediorientale richiedevano una spiegazione e ho quindi ampliato il campo di ricerca prendendo in esame le opere di storici antichi quali Tacito, Plinio il Vecchio, Diodoro Siculo, racconti mitologici radicati nel Nord Europa, rinvenimenti archeologici, risultati di recenti ricerche genetiche e climatiche. Il quadro che è venuto a delinearsi ha reso lecito e doveroso chiedersi quale sia la reale relazione tra toponomastica baltica e testo biblico.

Come sono nate l’idea di questo libro e la collaborazione con Mauro?

Da molti anni seguo il lavoro di Mauro, che con i suoi studi ha reso evidente quanto il contenuto del testo biblico sia distante, o sarebbe meglio dire, estraneo a quello che la tradizione racconta. Quando mi sono resa conto dei concreti e mai evidenziati parallelismi geografici tra il Nord Europa e geografia biblica ho preso contatti con Mauro condividendo i primi risultati della ricerca che sono stati via via approfonditi. L’idea di scrivere un libro sull’argomento è stata la naturale conseguenza del nostro stupore di fronte ad una situazione sotto gli occhi di tutti, ma mai colta precedentemente e che offre una chiave di interpretazione inedita del testo biblico.

In sintesi, qual è la tesi di fondo che il libro vuole portare all’attenzione del lettore?

Allo stato attuale direi che siamo ancora nel campo delle ipotesi. Il libro, così come i precedenti lavori di Mauro, mette ancora una volta in evidenza come la Bibbia contenga informazioni da tenere in considerazione nello studio della storia che non necessariamente deve aderire ai modelli storici attualmente riconosciuti; nello specifico questa ricerca evidenzia come la domanda sul dove siano ambientati gli eventi narrati dall’Antico Testamento non può più avere una risposta scontata. Tale ipotesi trova sostegno anche, ma non solo, nei siti archeologici dislocati in area baltica menzionati nel libro: il campo di battaglia del Tollense, la tomba di Kivik e la città di Bjastamon sono infatti inspiegabili e “fuori contesto” se consideriamo quest’ultimo secondo l’attuale visione storica, ma straordinariamente in armonia con quello che la Bibbia racconta.

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