Le immagini esclusive mostrate durante l’incontro tra Mauro Biglino e Piergiorgio Odifreddi

In questo articolo Mauro Biglino racconta e spiega le particolari immagini mostrate durante l’incontro tenutosi al Salone del libro di Torino con Piergiorgio Odifreddi.

Quando ho iniziato a far vedere le immagini nell’incontro del 12 Maggio col prof. Odifreddi, l’organizzazione ha immediatamente iniziato a farmi ripetutamente segni perentori per dirmi che dovevo chiudere subito (dovevamo lasciare libera la sala) e non ho potuto sviluppare la spiegazione per cui, per provare a fare chiarezza, pubblico qui 4 scatti fatti dalla Dr.ssa Soro nel tempio di Luxor: parete e locali della “purificazione”.

  • In alto a sx: particolare di due “elementi” rappresentati in vario numero sulla parete.
  • In alto a dx: liquido seminale del “dio” Amon Min (dio della fecondità e riproduzione) con la chiara rappresentazione del collegamento di uno degli “elementi” al liquido seminale del “dio”.
  • In basso a sx: raccolta del liquido seminale.
  • In basso a dx: confronto tra uno spermatozoo visto al microscopio elettronico e due degli “elementi” raffigurati sulla parete della “purificazione”.

Naturalmente so bene che sono possibili varie chiavi di lettura: ad esempio il famoso egittologo Alan Gardiner li ha descritti nella sua lista (con sigla F17, “F. Parts of mammals”) come anfore che versano acqua su corna ma le anfore da lui stesso messe nella categoria “W. Vessels of stone and earthenware” sono diverse e lo studioso ha messo a punto la sua lista nei primi anni venti del 1900 quando non aveva le possibilità di fare il raffronto che è consentito a noi oggi con le immagini a scansione elettronica, per cui necessariamente elaborò una spiegazione che fosse coerente e accettabile.

Da allora (è passato un secolo) quella è rimasta l’interpretazione ufficiale perché più nessuno pare avere fatto raffronti e, a questo punto, mi chiedo se le interpretazioni di Gardiner non possano essere riviste alla luce delle più avanzate conoscenze scientifiche: sarebbe interessante farlo, in fondo la conoscenza procede così e la lettura letterale dei testi antichi dovrebbe indurci a farlo anche per capire se le interpretazioni spiritualiste e simboliche iniziate nel 1800 sono ancora pertinenti 😉

Se fosse vera quella chiave di lettura, vista la precisione con cui hanno raffigurato il tutto, dovremmo pensare che, nella figura in alto a dx, con un’anfora versavano acqua direttamente sullo sperma mentre usciva e mi chiedo: come è possibile farlo e che senso avrebbe, dal momento che per “purificarlo” lo raccoglievano accuratamente in una ciotolina, come hanno illustrato molto bene nella immagine in basso a sx?
Inoltre le “corna” ipotizzate da Gardiner hanno esattamente la stessa forma del getto spermatico: appuntito da un lato e espanso dall’altro e con la stessa curvatura. Siamo quindi certi che si tratti di corna e non invece di una immagine che riprende il getto spermatico?

In ogni caso prendo atto di tutte le ipotesi ma, come sempre, scelgo di “fare finta…” per cui faccio dei ragionamenti e effettuo una comparazione:

  • la scena raffigura il dio della fecondità e della riproduzione;
  • la scena si riferisce alla “purificazione” del liquido spermatico che si raccoglie dal suo membro;
  • quegli “elementi” sono uguali agli spermatozoi visti al microscopio elettronico (compreso il rigonfiamento della coda in prossimità della testa, zona in cui si trovano i mitocondri che sono il motore di quelle celluline);
  • quegli “elementi” risultano essere direttamente collegati al liquido che esce dall’organo genitale del “dio”;
  • leggendo i testi antichi e le pratiche genetiche fatte dagli Elohim/Anunnaki (nonché dalle divinità indù), non mi stupisco per nulla di vedere eventuali spermatozoi rappresentati con quella precisione, visto che i cosiddetti “dèi” agivano sul DNA “purificandolo” (cioè separandolo) per utilizzarlo.

Come al solito, io offro elementi per le autonome riflessioni e ciascuno trarrà le sue personali conclusioni: l’importante è sapere che le cose potrebbero forse anche essere diverse da come ci sono state sempre descritte.
Non dimentichiamo mai di coltivare il sano dubbio, sapendo che la scienza più volte ha dovuto rivedere il suo pensiero che pareva essere fuori discussione

Mauro Biglino