I 10 comandamenti che l’elohim Yahweh diede a Mosè e agli israeliti… Cosa dice davvero la Bibbia?

Il patto tra Mosè e il suo Elohim: le dieci parole

Nell’articolo precedente abbiamo ricordato che la vicenda del kevòd è legata a quel periodo nel quale Mosè si recava spesso sulla montagna dove dimorava l’Elohìm.

Appartiene allo stesso contesto la vicenda della consegna delle Tavole della Legge, che conosciamo con il nome di “Dieci comandamenti” o “Decalogo”.

In questi passi vedremo che la concretezza dimostrata da questo Elohìm è decisamente diversa dalla visione che ci viene presentata di un “dio” che si occupa dell’uomo concepito nella sua interezza di corpo e anima.

Scopriremo che viene spesso fatta confusione – voluta o casuale? – tra una serie di indicazioni date dall’Elohìm e le leggi che egli stesso definiscefondamento dell’alleanza da lui contratta con il popolo eletto (cfr. Es 34,27).

L’espressione ebraica con cui queste leggi sono indicate è devarìm-ha asèret  (“dieci-di le-parole”) e sono sempre chiaramente indicate come quelle che «Dio ha scritto sulla pietra» (Es 34,28; Dt 4,13 e 10,4).

Su queste dieci parole sarebbero dunque fondate l’intera religione ebraica e la religione cristiana, che ne è una diretta filiazione.

Ma le dieci parole cui si riferiva in modo esplicito l’Elohìm sono proprio le stesse che conosciamo noi?

O, meglio, quando noi pensiamo alle norme che costituiscono il primo fondamento del giudaismo, ci stiamo riferendo a quelle stesse norme cui si riferiva l’Elohìm?

I dieci comandamenti “tradizionali”

Precisiamo che secoli di controversie hanno contrapposto i vari commentatori (Origene, Filone Alessandrino, Giuseppe Flavio, Padri della Chiesa…) che unificavano o dividevano le diverse indicazioni, facendone comandamenti uniti o separati: la donna e la roba di altri, fabbricazione di immagini e culto a esse dedicato…

In ogni caso il Decalogo che ci viene ora presentato è tradizionalmente il seguente:

1. Io sono il Signore tuo Dio: non avrai altro Dio all’infuori di me.

2. Non nominare il nome di Dio invano.

3. Ricordati di santificare le feste.

4. Onora il padre e la madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere atti impuri (adulterio).

7. Non rubare.

8. Non dire falsa testimonianza.

9. Non desiderare la donna d’altri.

10. Non desiderare la roba d’altri.

Questa è la versione più diffusa, che è stata facilitata anche dal punto di vista espressivo, per garantirne la conservazione e una comoda trasmissione mnemonica.

 Il Catechismo della Chiesa cattolica 

Prima di passare a esaminare quali sono le prescrizioni che l’Elohìm intendeva come cogenti e fondanti per l’Alleanza con il suo popolo, prendiamo atto di ciò che oggi il Catechismo della Chiesa cattolica scrive in proposito:

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