Mauro Biglino parla di “Gli Dei di Roma Antica”

Mauro Biglino esprime ancora una volta parole di apprezzamento verso l’autore, ricercatore e docente Gian Matteo Corrias e il suo ultimo libro “Gli Dei di Roma Antica”.

In questo nuovo lavoro che fa seguito a “Dei e religione dell’antica Roma” (Arkadia, 2015) l’autore, da uomo libero qual è, fa comprendere, con il coraggio della chiarezza, che sono ormai aperti  “sul mondo antico scenari affascinanti e destinati a far porre in discussione alcune delle certezze più consolidate della storiografia occidentale”.

Di questo si tratta infatti: della necessità di rivedere – senza la presunzione antiscientifica di imporre nuove dogmatiche verità ma con l’intento di offrire elementi di riflessione sino ad ora solo superficialmente accennati – quanto ritenuto dotazione indiscussa e indiscutibile della tradizione storico-scientifica in relazione alle antiche religioni, quella romana in primis.

Abbiamo scritto “quella romana in primis” perché l’elemento che caratterizza questo libro, e che deve affascinare tanto il lettore comune quanto lo studioso accademico, è dato dal lavoro di confronto,  analitico e documentato, tra forme di pensiero religioso tanto antiche quanto lontane tra di loro nello spazio:

Roma, ebraismo e bramanesino che, tradizionalmente ritenute tanto diverse al punto da non essere compatibili, assumono ai nostri occhi una nuova sorprendente collocazione il cui valore non risiede solo nell’essere innovativa ma soprattutto nel suo porsi come strumento di comprensione della storia umana nella sua condivisione delle radici che scopriamo essere uguali ed onnipresenti.

L’analisi linguistica e storica, riccamente documentata, ci restituisce un quadro illuminato da un fascio di luce che non lascerà indifferente nessun lettore, quali che siano la sua preparazione, i suoi orientamenti, le sue personali convinzioni.

Concordiamo con le parole stesse di Gian Matteo Corrias là dove scrive che “gli dèi delle religioni arcaiche… non hanno nulla che vedere con quella concezione del divino che avrebbe caratterizzato le moderne religioni dogmatiche e fideistiche” e non abbiamo difficoltà ad affermare che questo lavoro può davvero “aprire una voragine sotto alle consolidate tranquillizzanti certezze che sempre abbiamo avuto sul mondo classico”.

Un libro che rappresenta un importante contributo alla necessaria riscrittura della storia.

Mauro Biglino

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