Nuova intervista a Mauro Biglino

Ecco una nuova intervista di Mauro Biglino pubblicata sul magazine dvclub – Società, arte e scienza che ringraziamo.

Di seguito un estratto, buona lettura

Gli alieni hanno creato il genere umano: secondo Mauro Biglino è tutto nella Bibbia

Se è vero quel che sosteneva Bertrand Russell, che ogni nuova idea ai suoi inizi è blasfema, non viene in mente nessuno nel panorama editoriale italiano a cui questa frase sembri cucita addosso così bene quanto al blasfemo Mauro Biglino.

Chi è. Torinese, classe 1950, Mauro Biglino è il più recente fra i sostenitori della ‘teoria degli antichi astronauti’. Negli ultimi sette anni con i suoi libri (pubblicati prima da Uno Editori e più recentemente anche da Mondadori) si è meticolosamente dedicato a demolire ogni più cementata nozione sulla Bibbia, mettendo a soqquadro le compassate stanze della teologia, indignando i benpensanti e ricevendo in risposta una gragnola di insulti e minacce.

Francesco Gerardi ha intervistato Mauro Biglino, il teorico degli Ufo nella Bibbia

Biglino, è più coraggioso o masochista?

“Direi appassionato. Non potrei altrimenti continuare a questi ritmi e con tutto quello che mi si è scatenato intorno negli ultimi anni. Non ho più vita privata. Regalo i miei sabati e domeniche alla gente parlando gratis in tutta Italia”.

Facciamo un passo indietro: quali sono le sue credenziali?

“Ho lavorato come traduttore dall’ebraico per le Edizioni San Paolo, per cui ho eseguito la traduzione interlineare di 17 libri dal testo masoretico della Bibbia. L’università di Napoli L’Orientale indica uno di quei volumi come testo di riferimento. Ma da quando ho iniziato a pubblicare i miei di libri, il rapporto di collaborazione è cessato”.

Non stentiamo a crederci. La sua tesi che nella Bibbia non si parli di Dio poggia intanto su una constatazione: che la Bibbia non è un testo monolitico. Ogni tradizione religiosa fa riferimento a una versione leggermente differente.

“Esatto. Il processo con cui si è arrivati alle versioni attuali della Bibbia è frutto di scelte umane e arbitrarie. I termini ebraici, anche per il fatto di essere trascritti senza vocali, sono soggetti a una molteplicità di significati. Allora non si capisce perché di qualunque testo la filologia prenda innanzitutto in considerazione l’interpretazione letterale, mentre per la sola Bibbia si prendano per buone solo le interpretazioni più forzate e incoerenti”.

Esempi?

“Tanti. Uno di quelli classici: Elohim viene tradotto con ‘Dio’, ma in realtà è un plurale. Oppure: nella Genesi si parla di tselem, che tradizionalmente viene tradotto con ‘immagine’ (quella di Dio a somiglianza della quale è creato l’uomo, Ndr) ma in realtà è un vocabolo ben più concreto che rimanda a qualcosa di ‘tagliato fuori, estratto’: proprio come il DNA…”.

Dopo i libri con la Uno Editori è uscito ala fine del 2016 il suo secondo lavoro con Mondadori: ‘Il Falso Testamento’. Di che parla?

“In questo libro continuo l’analisi parallela tra la Bibbia e i testi della grecità classica. Nel primo libro con Mondadori avevo esaminato gli aspetti fisio-anatomici, in questo secondo mi concentro sia sulla tecnologia degli Elohim e degli Theòi (gli dei) greci, citando anche studi delle facoltà di ingegneria di università greche, sia su alcuni aspetti medici”.

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