Mauro Biglino parla di Sam Osmanagich

Heinrich Schliemann, il più azzardato degli archeologi, ha scritto:
“Se i miei scritti contengono qua e là contraddizioni, spero che esse mi saranno perdonate se si terrà conto che qui io scopro un mondo nuovo per l’archeologia, che finora non si erano mai trovate o si erano trovate pochissime delle cose che io ho riportato alla luce a migliaia, che tutto mi appariva sconosciuto e misterioso e spesso dovevo azzardare ipotesi”
(Prefazione a “Trojanische Altertümer”, 1874).

Ritengo che questa affermazione si attagli perfettamente ad ogni azione di ricerca che possa essere definita ‘di frontiera’, e in modo speciale al lavoro che il Dr. Sam Osmanagich sta conducendo da anni in Bosnia.
Noi che viviamo questo periodo di grandi trasformazioni abbiamo la fortuna di assistere per così dire ‘in diretta’ ad un evento che sta costringendo l’accademia quanto meno ad affrontare un tema che sta divenendo ineludibile:
la riscrittura della storia umana.

Sam Osmanagich osteggiato e dileggiato, Schliemann prima osteggiato e dileggiato, poi vincente e ringraziato per il suo apporto fondamentale al progresso della scienza storica.
La storia deve pure insegnarci qualcosa per cui le menti aperte osservano con la necessaria curiosità il lavoro di un uomo che è pure umanamante simpatico.
Le menti aperte non hanno ancora il giudizio finale e per questo attendono con serenità

Mauro Biglino