Nuova intervista di Mauro Biglino

Una nuova intervista di Mauro Biglino è uscita su Metis Magazine in questi giorni.

Ecco un estratto:

logo-metismagazineDi cosa parla realmente la Bibbia?

In estrema sintesi, come ho esplicitato in “La Bibbia non parla di Dio” e “Il falso testamento” (Mondadori 2015- 2016), a me pare che contenga una cronaca, nella fattispecie la storia del rapporto tra la famiglia di Giacobbe/Israele e un individuo conosciuto con il nome di Yahweh, appartenente alla schiera degli Elohim, il cui comandante, Elyon, gli ha affidato l’incarico di occuparsi di quella gente (Dt 32): lui lo fa in modo esplicito, dichiarato e soprattutto esclusivo.

Il 90 % di coloro che credono al messaggio della Bibbia, paradossalmente, non l’hanno mai letta; una fede che si basa su traduzioni errate. Quando si parla di lingue antiche non vi è mai certezza. Nel suo libro ‘’La Bibbia non parla di Dio’’ (ed. Mondadori, 2015)  si fa riferimento a quella che dovrebbe essere la parola con cui si indica il Signore Onnipotente. Qual è questa parola e cosa significa letteralmente?

La risposta è per me molto semplice perché posso fornirla citando ciò che dice in nota la Bibbia di Gerusalemme (Gen 17,1): il termine ebraico SHADDAI, che viene normalmente tradotto con Onnipotente, non ha quel significato ma, nella migliore  e più probabile delle ipotesi, significherebbe “signore della steppa”.

Visto che sono loro stessi a scriverlo, sarebbe bene, anzi sarebbe semplicemente corretto ed onesto, che le Bibbie non contenessero più quella traduzione che è chiaramente una “interpretazione” teologica nata dalla necessità di qualificare come tale quel Dio che la stessa teologia ha elaborato attribuendogli caratteristiche e connotazioni che nulla hanno a che vedere con la figura biblica di Yahweh, che è stato trasformato nel presunto “Dio padre” della religione cristiana.

La Bibbia è uno strumento di controllo?

La Bibbia in sé non lo sarebbe, se fosse letta e spiegata per ciò che realmente racconta: la storia di una famiglia che viveva in terra di Canaan agli ordini del suo governatore di nome Yahweh. Il controllo viene esercitato da secoli, e con straordinaria efficacia, sulla base di ciò che è stato elaborato a partire da quel libro ma in assoluto dispregio di ciò che vi è scritto. La fortuna dei controllori è che i controllati non lo leggono con mente aperta e serena: nei pochi casi in cui lo fanno, procedono in genere con una lettura condizionata dai filtri teologici che sono stati elaborati proprio per evitare che si comprenda ciò che è concretamente scritto in quell’insieme di libri.

Chi sono gli Elohim? Sono ancora oggi in mezzo a noi?

In “ Antico e Nuovo testamento, libri senza Dio”  (Unoeditori, 2015) ho condotto una analisi specifica sulle ricorrenze bibliche di quel termine: se ne ricava che Elohim (vocabolo plurale)  indica chiaramente un gruppo di individui che si sono spartiti i territori in governatorati/regni e che poi, come sempre succede, hanno combattuto tra di loro per incrementare potere e  ricchezza.

Elohim, per fortuna per tutti noi, non indica infatti Dio ma individui in carne ed ossa.

Non so dire se sono ancora tra di noi, ma se un giorno si scoprisse che è così non me ne stupirei affatto, visto che il sistema che ci governa, quello finanziario in particolare, è impostato con una precisione straordinaria sulle indicazioni contenute nella Bibbia: mi riferisco al sistema del debito/credito.

Continua a leggere su: https://metismagazine.com/2017/01/06/intervista-a-mauro-biglino-la-bibbia-non-parla-di-dio/