“C’è o non c’è questo Dio del libro?” nuovo articolo di Mauro Biglino

In questi giorni sento spesso i buonisti affermare che il Dio in cui credono i popoli del libro (ebrei, cristiani, musulmani) è lo stesso.

Ma allora mi chiedo come sia possibile che venga anche solo “chiamato, invocato” in tanti modi così diversi.

Possibile che i sapienti che si rifanno alla stessa radice non sappiano anche solo in che modo lui preferisce essere contattato dai suoi figli?

Perché sinagoghe, chiese cattoliche, templi protestanti, moschee, riti così diversi e incompatibili…?

Perché, ad esempio, per alcuni lui vuole che si mangi la carne di suo figlio e per altri no?

Perché lui, padre amorevole, non interviene per porre fine a tanta confusione tra i suoi figli che ama di un amore infinito?

Chiedo di evitare la solita banale risposta sulla libertà che lui ci lascia: quando Adamo ed Eva hanno deciso in autonomia, lui li ha subito puniti e se non facciamo come dice lui andiamo all’inferno:  la libertà decisionale con lui non esiste.

Avrebbe parlato “direttamente” per millenni e ora lascia che i suo figli vivano e si combattano nella confusione più totale: se non vuole le guerre di religione perché non lo dice chiaramente in modo che tutti capiscano?

In sostanza: Dio è in vacanza a rilassarsi in un  qualche universo parallelo mentre qui i suoi figli sono divisi su tutto e si ammazzano anche in suo nome? Perché non prende posizione? Perché tace?

C’è o non c’è questo Dio del libro? 😉

(la domanda è ovviamente retorica)

Mauro Biglino