News: Inedita intervista a Mauro Biglino

Con l’occasione della Conferenza tenutasi lo scorso 27 Febbraio a Giulianova (TE) Mauro Biglino ha rilasciato una interessante intervista per un giornale e radio locale.

Di seguito la prima parte dell’intervista.

di Lorenzo Garbatini

GIULIANOVA- Ieri sera in una Sala Buozzi stracolma si è tenuta la conferenza dello scrittore e traduttore Mauro Biglino, dal titolo “La Bibbia non è un libro sacro”, organizzata dal circolo culturale il Nome della Rosa. I temi trattati nella conferenza fiume di Biglino, durata più di tre ore, sono stati molteplici ed hanno ripercorso, proponendo una nuova traduzione e una chiave di lettura diversa, molte vicende narrate nell’Antico Testamento della Bibbia. Non sono mancanti gli interventi del pubblico attento alle tematiche trattate.

Di seguito un’intervista rilasciata prima della conferenza.

  • Lei è un profondo conoscitore della Bibbia ed è stato, anche collaboratore e traduttore dall’ebraico antico delle Sacre Scritture per le Edizioni San Paolo. Adesso dopo questa “svolta” non collabora più con la San Paolo. Quando le sono venuti i primi dubbi sulla Bibbia?

Sono venuti nel corso degli anni facendo le traduzioni letterali per conto delle Edizioni San Paolo, perché tramite le traduzioni letterali ho iniziato ad avere contatto con la fonte prima delle nostre Bibbie che abbiamo in casa, e da questo punto ho iniziato a scoprire significati diversi rispetto a quelli che ci vengono normalmente insegnati.

  • La Bibbia contiene moltissimi errori di traduzione, refusi e contraddizioni. Ma anche traduzioni completamente arbitrarie come quelle di Yahwèh ed Elohìm.

Ci sono nella Bibbia parole che sarebbe meglio non tradurre perché bisogna riconoscere onestamente che nessuno al monda sa con certezza cosa vogliano dire. Quindi ogni volta che si legge una traduzione in realtà si legge un interpretazione. Per esempio il termine Elohìm o il termine Yahwèh e molti altri sono termini che sarebbe più onesto non tradurre, perché ogni traduzione non fa che introdurre il pensiero del traduttore. Anche perché non si sa esattamante cosa significano.

  • Oltre a Lei altri studiosi come Zacharia Sitchin o il reverendo Barry Downing hanno parlato della “teoria degli antichi astronauti”. La presenza di visite extraterrestri la troviamo anche nei racconti omerici, testi sumerici e in molte civiltà antiche come Maya, Aztechi, Egizi, Indiani d’America e molti altri. Potrebbero essere collegate tra loro come se la Terra sia stata suddivisa in regioni ed affidate a ciascun Elohim?

Direi proprio di sì. Ho l’impressione netta che ho, non la certezza, è che effettivamente i popoli di tutti i continenti raccontino la stessa storia, cioè di individui che sono giunti qui e che hanno fatto qui tutta una serie di cose, non ultima quella di “fabbricare” l’Homo sapiens. E quindi siccome in questo ambito di contenuti i vari popoli ci raccontano la stessa storia direi che  ci sono grosse probabilità che si tratti di un racconto vero.

  • Nella Bibbia sono presenti passi in cui vengono descritti carri volanti infuocati, giganti, anche la stessa arca dell’alleanza. Ma anche di ingegneria genetica e clonazione. E’ stato anche contattato da vari biologi molecolari. Cosa le hanno detto?

Mi hanno detto che se si usa il mio metodo e cioè “ se si fa finta che” ciò che c’è scritto nei Testi Antichi sia vero, allora si possono trovare molte risposte a domande che attualmente rimangono prive di risposta. Nel nuovo libro che uscirà tra circa un paio di mesi inserisco parti di studi di genetisti e biologi molecolari che mi hanno consegnato appositamente e dai quali risulta che se si fanno nuove ipotesi e si tiene conto di ciò che c’è scritto nei Testi Antichi si trova una spiegazione logica e coerente all’origine dell’Homo sapiens.

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