Per chi si chiede dove fosse Dio durante la Shoah

Shoah

Da tempo nelle conferenze leggo stralci di alcuni tra i più importanti quotidiani USA che già nel 1915 (poi ancora nel ’18,’19, ’20, ’21, ’31, ’36 e ’38) scrivevano ripetutamente del numero preciso di 6.000.000 di ebrei che stavano per morire nel sud-est dell’Europa.

Ritrovo poi in vari studi storici e sociologici i commenti disperati di credenti ebrei e cristiani che si chiedevano e si chiedono dove fosse Dio (Yahweh della Bibbia per gli ebrei, il padre di Gesù per i cristiani) nel corso della shoah.

Annoto alcuni dati di fatto.

Il colore giallo delle croci con cui i giudei dovevano autoidentificarsi era una invenzione cristiana (Concilio di Arles 1234)

Hitler nel Mein kampf cita espressamente due stirpi così come indicate in Genesi 3,14-15

Gli ebrei sono stati sterminati da una organizzazione dalle connotazioni esoteriche

Roosevelt, De Gaulle e Churchill erano al corrente di ciò che stava succedendo

Lo sterminio è stato interrotto anche grazie all’intervento delle armate sovietiche, ”atee” e dunque negatrici dell’esistenza di quello stesso Dio.

A questo punto, a pensarci bene, anche a me viene voglia di chiedere dove era Dio (Yahweh della Bibbia per gli ebrei, il padre di Gesù per i cristiani).

Era con l’organizzazione esoterica che stava sterminando il Suo popolo?

Era con il Suo popolo che stava morendo sterminato?

Con i cristiani che avevano scelto il colore giallo?

Con i poteri occidentali cattolici, anglicani e protestanti che sapevano e non hanno fatto nulla fino alla fine della guerra?

Con le armate “atee” che hanno contribuito a porre fine al genocidio del Suo popolo?

Oppure stava tenendo i piedi in più scarpe?

O magari aveva scelto di stare ad osservare e lasciare che l’umanità, sua amata figlia, se la sbrigasse autonomamente (come per altro fa sempre, anche di fronte alle catastrofi naturali)?

Purtroppo quel Dio non risponderà mai.

Mauro Biglino