“La realtà è che io ho la colpa di evidenziare chi e cosa era Yahweh”

Certa esegesi mi accusa di “scegliere” la Bibbia del codice masoretico dimenticando volutamente che la “scelta” non è mia: il codice masoretico di Leningrado infatti è in sostanza il testo di riferimento scelto dalla teologia ufficiale per tradurre e stampare le Bibbie che abbiamo in casa.

Strano che costoro non rivolgano la stessa accusa ai teologi del Vaticano che da secoli usano quel testo per diffondere la dottrina monoteista.

La realtà è che io ho la colpa di evidenziare chi e cosa era quel Yahweh che è presente nella Bibbia, mentre teologi cristiani e ideologi-teologi ebrei hanno l’obiettivo tacitamente condiviso di diffondere quella convinzione cui è importante che la gente creda: nella Bibbia c’è il dio unico, trascendente… anche se poi ciascuno di loro lo descrive e soprattutto usa a modo suo, contando sul fatto che la gente non va ad approfondire, esaminare e rilevare le differenze irriducibili tra le diverse visioni che sia gli uni che gli altri ricavano dallo stesso testo.

So benissimo che se io usassi altri codici e li vocalizzassi a modo mio (cosa che gli esegeti sono assolutamente liberi di fare) mi accuserebbero di scegliere i testi a mio piacimento e di introdurre con le vocali i significati a me più congeniali.

Quindi io continuo a lavorare sulla Bibbia che la dottrina dice essere quella “vera”, anzi ora – come si vede chiaramente nelle conferenze – lavoro sulle bibbie già tradotte dai sapienti, leggo proprio quelle, così nessuno ha nulla da dire e sto evidenziando sempre di più le contraddizioni palesi e i nascondimenti concettuali delle elaborazioni teoriche giudaico-cristiane.

E’ già tutto evidente lì, non è necessaria la sapienza dei sapienti, è sufficiente l’ignoranza degli ignoranti che usano l’intelligenza e “facendo finta che…” sono arrivati alla settima fetta, quella in cui si comincia a capire che è polenta.

Mauro Biglino