News: Nuovo articolo su Mauro Biglino

Ecco un nuovo articolo sul lavoro di Mauro Biglino pubblicato su The Saint Martin Post, ringraziamo l’autore dell’articolo Francesco Danesi

Vi riportiamo un estratto dell’articolo che potete visionare interamente QUI.

di Francesco Danesi

“1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».
4 C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.”

L’interpretazione dell’antico testamento ha sempre spostato l’attenzione interpretativa del testo dal piano letterale a quello allegorico/simbolico.

Il racconto della creazione e delle origini dell’uomo nella Genesi riscontra particolari somiglianze, come è risaputo, con testimonianze scritte di altre civiltà (prima tra tutte quella dei Babilonesi) del mondo antico.

Perchè dunque non tentare l’azzardo di riesaminare questi testi (in particolare l’Antico Testamento) come se si trattasse di un primo tentativo di narrazione storiografica da parte dell’uomo?

E’ proprio ciò che ha fatto Mauro Biglino, che ha svolto per più di 10 anni il compito di tradurre l’Antico Testamento per la casa editrice San Paolo.

Lavorando sul codice dei Masoreti, datato tra il VI e il IX sec. d.C, lo studioso si è proposto di analizzare il testo escludendo la chiave allegorico-metaforica, attenendosi dunque al solo piano letterale.

Cosa è successo?

La prima “rivelazione” è quella che senza ombra di dubbio fa traballare l’intero sistema religioso ebraico: l’Antico Testamento non parla infatti di alcun Dio onnipotente.

La parola Elohìm (che compare nella Genesi e in numerosi altri passi), fa notare lo studioso, è stata forzatamente tradotta con il significato di Dio per ovvi motivi di ordine “accademico”; tuttavia da un punto di vista filologico questo termine non ha un accezione di questo tipo, anzi, è un termine che indica una pluralità di individui.

Nella Genesi leggiamo “Gli Elohìm fecero gli uomini” e “Gli Elohìm si unirono con le donne degli uomini”.

Si tratta dunque di entità altre rispetto all’uomo, responsabili della sua creazione e del suo sviluppo.

Possiamo in ogni caso supporre che si tratti di entità divine; ma il testo subito ci smentisce poiché “Gli Elohìm muoiono come tutti gli uomini” (Salmo 82).

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