L’intervista di Mauro Biglino per “L’insostenibilità storica del cristianesimo e il mito di Gesù”

Ecco la Trascrizione dell’intervista di Mauro Biglino pubblicata sulla pagina facebook “L’insostenibilità storica del cristianesimo e il mito di Gesù”

Da: https://www.facebook.com/IlMitoDiCristo

L’Insostenibilità Storica del cristianesimo intervista il Professor Mauro Biglino

L’autore Mauro Biglino è stato realizzatore di prodotti multimediali di carattere storico, culturale e didattico per importanti case editrici italiane e riviste.

Studioso di storia delle religioni è stato traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collaborazione che si è conclusa una volta iniziata la carriera da scrittore in cui porta alla luce le sorprendenti scoperte fatte in 30 anni di analisi dei cosiddetti testi sacri che da sempre sono state omesse.

Da oltre 10 anni si occupa inoltre di Massoneria in quanto riconosciuta come organizzazione iniziatica e simbolica che ha avuto notevole influenza nella storia dell’occidente.

“La Bibbia non è un libro sacro” è il suo sesto libro, preceduto da “Non c’è creazione nella Bibbia”, “Il Dio Alieno della Bibbia”, “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia”, “Resurrezione Reincarnazione”, “Chiesa Romana Cattolica e Massoneria”.

ISdC – Professor Biglino, innanzitutto la ringraziamo per averci concesso questa intervista. Conoscevamo i suoi precedenti lavori e con estremo interesse abbiamo letto questo sua ultima fatica intitolata “La Bibbia non è un libro sacro”. Insieme ad alcuni iscritti al nostro Blog “L’Insostenibilità storica del cristianesimo” abbiamo preparato una seria di domande, alcune di esse sono di carattere generico, altre sono specifiche e riguardano il suo ultimo lavoro.

1) ISdC – Professor Biglino, immaginiamo si sarà confrontato con altri traduttori dell’AT, ha potuto trovare convergenze con la sua interpretazione?

Prof. Biglino – Molte mie traduzioni stanno trovando conferme inattese, addirittura in forum e siti di consulenza ebraica. Ne cito alcune: la bibbia parla di ingegneria genetica, gli angeli biblici non sono entità spirituali ma individui in carne ed ossa, i cherubini erano oggetti meccanici (robot li definiscono gli stessi esegeti ebrei), i cosiddetti miracoli non hanno origine soprannaturale ma tecnologica, la Bibbia non parla di creazione dal nulla, satana non esiste nell’Antico Testamento…

2) ISdC – Se il Pentateuco del codice masoretico di Leningrado costituisce anche la base della Torah ebraica, come è possibile una religione ebraica, ovvero gli ebrei che conoscono bene la loro lingua si saranno ben accorti che la Torah non può essere un libro sacro?

Prof. Biglino – Tra le tante conferme che ho ricevuto da esegeti ebrei c’è anche la seguente: la Bibbia non è un libro di religione. Nel mio libro LA BIBBIA NON E’ UN LIBRO SACRO ho anche spiegato quale sia il significato del sacro che nego perché è necessario intendersi sul significato dei termini. Va inoltre tenuto conto di un fatto: il rapporto tra il pensiero ebraico e Yahweh non è basato sulla “fede” di tipo cristiano, bensì sulla fiducia: quel popolo rispetta la sua parte del “patto” avendo fiducia nel fatto che Yahweh a sua volta rispetterà le promesse a lui formulate e che sono da concretizzarsi esclusivamente su questa terra. Il significato che comunemente si attribuisce al termine ‘sacro’ nella nostra cultura è totalmente estraneo al testo biblico.

3) ISdC – Nel Trattato teologico politico di Spinoza, dove troviamo una grossa operazione di decostruzione della bibbia, ha potuto trovare convergenza di interpretazioni?

Prof. Biglino – Non ho esaminato le traduzioni nei singoli aspetti ma la sua affermazione “deus sive natura” evidenzia ed attesta che non vi è alcuna distinzione tra un ipotetico creatore e la natura, cioè il cosiddetto creato.

Questa rappresenta a mio avviso una ulteriore conferma di quanto vado affermando: non si può procedere dal testo biblico per ipotizzare la figura di un dio esterno all’esistente perché l’Antico Testamento non contempla questo concetto di Dio e non ne parla mai.

4) ISdC – Pensa che i vertici del Vaticano siano a conoscenza di questa possibile interpretazione dell’AT?

Prof. Biglino – Penso che mi stupirei grandemente se non la conoscessero.

5) ISdC – Abbiamo avuto modo di leggere su un sito di consulenza sulla lingua ebraica che Elohim, stando alla loro traduzione non sarebbe un semplice plurale, ma un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effetti.

Prof. Biglino – Nei libri, nelle conferenze e nei filmati che ho realizzato appositamente ho ampiamente documentato – e documento ogni volta – come questa operazione filologica sia un tentativo – assolutamente privo di ogni fondamento – di mantenere la tesi dottrinale monoteista. Tutta la bibbia dimostra che gli elohim erano tanti: su questo non ci possono essere dubbi; li conosce, li nomina, li considera molteplici con una naturalezza ed una semplicità che sono evidenti già nelle bibbie tradizionali, quelle che quasi tutti hanno in casa.… In “LA BIBBIA NON E’ UN LIBRO SACRO” esamino ulteriormente questo aspetto ed evidenzio anche come sarebbe assurdo ipotizzare il contrario dal punto di vista storico e sociale del comportamento tenuto nei loro confronti dagli stessi antenati del popolo ebraico.

Per completare l’informazione mi permetto di formulare l’invito a vedere questo breve filmato: http://www.youtube.com/watch?v=2w-ueOLC7rI

6) ISdC – Come è stato possibile scambiare questo “colonizzatore/governatore di nome Yaweh” con il Dio dei teologi che è lo stesso assoluto?

Prof. Biglino – Non si tratta di ‘scambiare’: questo farebbe infatti pensare ad un errore. L’operazione che è stata volutamente avviata e condotta nei secoli – a partire dal sacerdozio del Tempio di Gerusalemme – è consistita nel trasformare totalmente quel personaggio creando la figura di un Dio che nell’Antico Testamento non è mai stata presente.

Gli elohim sono stati fatti divenire il Dio unico identificandolo in Yahweh mentre è evidentissimo che quest’ultimo non era che uno di loro.

Non un errore dunque ma una palese e reiterata mistificazione resa possibile dal fatto sostanziale che i fedeli non leggono la bibbia per vari motivi: nel passato il popolo non sapeva leggere, poi c’è stata la proibizione esplicita e infine a questi elementi si affianca la pigrizia innata di molti di noi, ma ora la situazione sta cambiando: la comprensione e l’informazione si diffondono,

7) ISdC – Cosa ne pensa delle teorie di Zecharia Sitchin e dei raeliani?

Prof. Biglino – Penso che in entrambe le posizioni ci sia un fondo di verità: non dimentichiamo che Sitchin e il giornalista Claude Vorillon (Rael)) sono di famiglia ebraica, quindi…

8 ) ISdC – Come mai lei afferma che nel Genesi non esiste il concetto di creazione?

Prof. Biglino – L’ho documentato in 70 pagine di NON C’E’ CREAZIONE NELLA GENESI e qui sintetizzo: il verbo BARA non significa mai creare in nessuno dei passi biblici; inoltre, come affermano tutti gli studiosi di filologia semitica (alcuni de quali sono citati nel mio libro), quella radice verbale non significa creare – e tanto meno creare dal nulla – in nessuna lingua semitica. Significa sempre intervenire in una situazione già esistente per modificarla. Ed è esattamente ciò che gli elohim hanno fatto a partire dal primo versetto della Genesi che non parla quindi di creazione ma di un lavoro preciso e concreto finalizzato a trasformare un territorio per renderlo fruibile da parte degli elohim.

9) ISdC – Non crede che eventuali descrizioni che hanno generato il suo filone interpretativo possano essere interpretate secondo altre chiavi di decodifica?

Prof. Biglino – Si, certo e le conosco bene. Varie chiavi di decodifica vengono presentate da secoli e sono quelle teologiche (tante e diverse le une dalle altre), esoterico-iniziatiche (tante e diverse le une dalle altre), cabalistiche (tante e diverse le une dalle altre)…

In questa grande varietà di tesi che si annullano spesso a vicenda non faccio altro che inserire anche la mia: poi ciascuno sceglierà.

Le varie chiavi di lettura utilizzano questo atteggiamento esegetico: quando la Bibbia dice che… in realtà vuol dire che…

Io invece “faccio finta che” quando la Bibbia scrive una cosa voglia dire proprio quella e vedo cosa ne viene fuori.

Negli anni di traduzione condotti per le Ed San Paolo mi sono accorto che ne esce un mosaico preciso, chiaro, evidente, coerente di per sé e soprattutto affascinante ed è quello che sto provando a raccontare da alcuni anni.

10) ISdC – Le giriamo una domanda proposta da un utente del nostro Blog: come fa Mosè a tramutare in polvere il vitello d’oro e poi perché fa bere questa polvere sciolta nell’acqua, al popolo. Ridurre l’oro in polvere mi sembra un’operazione complicata. Un pastore protestante mi ha detto che è riuscito per intervento divino. Tipica risposta insoddisfacente.

Prof. Biglino – Nel libro NON C’E’ CREAZIONE NELLA BIBBIA ho dedicato un capitolo intero alla questione dell’oro degli ebrei nel deserto dell’Esodo.

Sintetizzo qui dicendo che Mosè con ogni probabilità utilizzò/ideò quell’espediente in pieno accordo con Yahweh e Aronne per stanare i ribelli all’interno del popolo (che vengono in effetti brutalmente massacrati subito dopo) e sequestrare il metallo che non era stato consegnato: nessuno mai ha bevuto quell’oro.

Si è trattato a mio avviso di un inganno tanto astuto quanto efficace.

11) ISdC – In conclusione, professor Biglino, le proponiamo la domanda chiave: alla luce di questa sua lettura del AT è ancora possibile una fede cristiana?

Prof. Biglino – Per fortuna la fede non ha e non deve avere bisogno di un libro, tanto meno di un libro come quello, costruito nel modo che sto da tempo spiegando nelle conferenze: un libro, anzi un insieme di libri scritti e riscritti, copiati con continue variazioni, emendati, interpolati, corretti, contenenti più di 1500 errori, sviste, contraddizioni palesi… Sono testi in cui per secoli tutti i detentori del potere hanno fatto di volta in volta ciò che hanno voluto.

Testi sui quali le singole tradizioni non concordano neppure: per la chiesa cattolica i libri da considerare veri sono 46, per la cultura ebraica e per il protestantesimo sono solo 39, per i cristiani copti sono veri libri che invece non lo sono né per Roma né per Gerusalemme.

Come scrivo in “LA BIBBIA NON E’ UN LIBRO SACRO” la cosiddetta “tradizione” non solo non è garanzia di verità ma è certezza di manipolazione.

La fede deve necessariamente essere altro.

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