Parallelismi tra la Bibbia e Platone

Altre volte ho pubblicato parallelismi impensabili tra Bibbia, Iliade, Odissea ed ora mi torna alla mente quanto Platone scrive nel dialogo tra Crizia e Timeo, quando riporta che i theoi ebbero ciò che volevano a seguito di una suddivisione: essi poi popolarono i loro distretti e accudivano i loro assistiti e possedimenti come pastori che accudiscono le loro greggi, secondo il loro piacere.

Evidenzia ancora Platone che i theoi avevano i loro assegnamenti in luoghi diversi.

Esattamente ciò che ricaviamo dalla Bibbia, a partire da Dt 32,8 e segg…

NB Il docente di letteratura greca e rettore dell’Univ. di Salamanca, Prof. Miguel de Unamuno, scrive che il termine theoi (normalmente tradotto con ‘dèi’) in origine era semplicemente un aggettivo che identificava certi individui; solo in seguito venne sostantivato con l’aggiunta dell’articolo.

Segnalo una curiosità: mentre nel Crizia si parla di collaborazione tra i theoi, nel passo citato della Bibbia l’antico autore sottolinea espressamente come Yahweh abbia fatto tutto da solo, senza farsi aiutare da altri Elohim.

Essendo un “ish milchama” (uomo di guerra, come viene definito in Esodo 15,3) probabilmente non era disposto a tollerare interferenze nelle sue decisioni.

Chissà se a forza di mettere piccoli tasselli il mosaico prima o poi si ricompone?

Andiamo avanti…

Mauro Biglino

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