“Yahweh e le assegnazioni di Dt 32,8” di Mauro Biglino

Spesso dico che la Bibbia ci presenta Yahweh come uno dei meno importanti all’interno del gruppo degli elohim ed ebbe quindi una assegnazione di scarsa rilevanza, tanto insignificante dal punto di vista demografico e territoriale che egli cercò di ampliare la sua sfera di influenza con la conquista militare: cosa che, per altro, gli riuscì solo in minima parte.

Ribadisco – come già affermato nelle occasioni in cui ho esaminato Dt 32,8 e segg. – quanto sia insostenibile la tesi monoteista secondo la quale Yahweh “scelse autonomamente” quel popolo: tutta la Bibbia sarebbe in quel caso il racconto folle di come un “dio” altrettanto folle sceglie per sé un solo popolo e poi procede alla conquista militare e sanguinosa di altri popoli che lui – in quanto “dio” – non si era assegnato.

Cosa dice quindi la Bibbia in merito alla scelta?

Nei capitoli 10 e 11 della Genesi sono indicate le genealogie dei discendenti di Noè e vediamo subito che i nomi dei grandi popoli del passato mediorientale sono fuori dalla sfera di controllo del presunto ‘dio’: Egitto, Assur, Babilonia…

Ma venendo agli ebrei cosa scopriamo?

Sem – definito in Gn 10,21 “l’antenato di tutti i figli di Ever” cioè gli Ebrei – genera Arpacsad, che (oltre ad altri figli e figlie) genera Selach che (oltre ad altri figli e figlie) genera appunto Ever, il capostipite eponimo degli ebrei.

Ever (oltre ad altri figli e figlie) genera Peleg e Ioktan.

Peleg (oltre ad altri figli e figlie) genera Reu che (oltre ad altri figli e figlie) genera Serug che (oltre ad altri figli e figlie) genera Nacor che (oltre ad altri figli e figlie) genera Terach che genera Abramo, Nacor e Aran.

A questo punto della storia interviene Yahweh che sceglie Abramo: quindi non sceglie un popolo e neppure una famiglia, ma “una sola persona” tra le migliaia di famiglie dei discendenti di Eber: neppure il padre ed i due fratelli di Abramo entrarono nella sua sfera di influenza.

In sostanza la realtà del testo biblico è chiara: Yahweh ebbe (forse) in assegnazione o scelse solo una persona tra le centinaia, o forse migliaia, di famiglie “ebree” (discendenti di Ever) che invece non sentirono mai parlare di lui perché erano governate da altri elohim, come dice chiaramente la Bibbia addirittura in relazione alla stessa famiglia di Abramo (si veda ad es. Gs 24,2 e segg…).

Per la verità, molte di quelle famiglie sempre discendenti da Ever – o addirittura da Abramo – (Moabiti, Edomiti, Amalekiti, Madianiti ecc ecc…) in epoca successiva sentirono drammaticamente parlare di Yahweh, in quanto furono oggetto dei massacri da lui ordinati per liberare dalla loro presenza quei territori che lui in quanto presunto ‘dio’ non si era attribuiti in origine ma che successivamente divennero oggetto del suo interesse.

A questa incomprensibile stranezza aggiungo che il Rav Dr. Robert Wexler (President of the American Jewish University di Los Angeles, curatore delle pubblicazioni della Jewish Publication Society, New York) scrive che “most modern biblical scholars do not consider Abraham to have been a real person”, in pratica la maggior parte degli studiosi biblisti ebrei (rabbini docenti nella università ebraiche USA) non ritiene neppure che Abramo sia realmente esistito.

Inoltre Rav Lee. I. Levine (Professor of Jewish History, Hebrew University, Gerusalemme).afferma che che l’identità israelitica attraverso fu il frutto di un lungo processo di evoluzione ed assimilazione che coinvolse semiti, non semiti, nomadi e seminomadi, abitanti delle città di Canaan ed altri che vi migrarono….

Considerando tutto questo mi chiedo:

a chi si è rivolto Yahweh in origine?

E di conseguenza: chi erano quelli che ha portato fuori dall’Egitto con l’aiuto di Mosè?

Mi viene da dire che con la bibbia dobbiamo proprio “fare finta che…” e leggere gli studi dei Rabbini liberi dai dogmatismi imperanti (teologici e ideologici) è davvero illuminante.

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