“In difesa di Mauro Biglino”

Ieri è uscito un articolo molto interessante su Mauro Biglino sul Blog “Atheum Diary – Liberi dall’illusione” di Fabio Caneo.

Di seguito vi proponiamo la trascrizione dell’articolo.

Buona Lettura!

Da: http://atheumdiary.blogspot.it/2013/07/a-difesa-di-mauro-biglino.html

Sono profondamente dispiaciuto nel vedere che ancora nel 2013 vi siano persone che lascino il cervello a riposo, oppure lo utilizzino soltanto per scopi puramente perfidi.

Spesso può capitare che quando qualcuno esprima delle opinioni che si distinguono da quelle comunemente diffuse fra la massa (ritenute vere), allora venga preso di mira e pesantemente attaccato in svariati modi. È il caso del signor Mauro Biglino: studioso di storia delle religioni e traduttore di ebraico biblico.

Questo signore da un po’ di tempo a questa parte scrive dei libri sulla bibbia… un po’ particolari, e che danno molto fastidio a certi “credenti”. Ed ecco che viene contestato, insultato e tal volta minacciato: «Biglino non sa l’ebraico – Costui è un satanista – È un massone – Non è laureato – Non arriverai alla fine dell’anno», ecc. “Biglino non sa l’ebraico”, questa è una delle accuse a lui rivolte più spesso. Ma se fossero fondate, allora bisognerebbe chiedersi: «Come mai alle Edizioni San Paolo (una delle più importanti case editrici cattoliche) per cui ha lavorato, si sono accorti della sua incompetenza solo dopo 10 lunghi anni di collaborazione, e perché tuttora vendono i due volumi (17 libri del vecchio testamento) contenenti le sue traduzioni?».

Solo dopo l’uscita del suo primo libro biblico è stato licenziato, ma lo sapeva che sarebbe successo. Ma i libri da lui tradotti continuano a essere venduti, dunque la San Paolo considera ancora “VALIDE” le sue traduzioni letterali! Dare dell’incompetente al signor Biglino, dunque, starebbe a significare che anche la casa editrice per cui ha lavorato diversi anni lo sia… e sarebbe preoccupante la cosa!

Preoccupante perché se si afferma che la Edizioni San Paolo assume gente incompetente, allora tutte le bibbie italiane della CEI andrebbero prese e buttate nel cestino dell’immondizia. Perché dico questo? Dico questo per il semplice fatto che la San Paolo è una delle case editrici che hanno collaborato alla realizzazione della bibbia ufficiale (la bibbia cattolica per intenderci) approvata dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana; e le traduzioni, le note, i commenti, le introduzioni ecc., sono cose che vengono realizzate da traduttori, biblisti e teologi interni ed esterni assunti da tali case editrici che assieme formano il Gruppo UELCI.

Quindi… “se il credente pensa che il signor Biglino sia un asino patentato, un ignorante insomma, dovrebbe per coerenza muovere tali accuse anche nei confronti della casa editrice per cui ha tradotto per anni, perché ha assunto uno che non conosce l’ebraico; e anche nei confronti della CEI e del Vaticano, perché hanno validato tale bibbia. Ma evidentemente sia la CEI sia il Vaticano, ritengono che la San Paolo sia una casa editrice affidabile”.

Perché tale astio, allora, nei confronti di Mauro Biglino? Perché dice cose scomode, che non piacciono a coloro che ritengono la bibbia esser la Parola del Dio Creatore Universale. Ma se la bibbia non fosse un “libro sacro”? E che in realtà – come lui sostiene – ci raccontasse un’altra storia? Ritengo sia un diritto di tutti esser messi a conoscenza della verità; e se qualcuno per secoli ha mentito, è giusto che tutto il mondo lo venga sapere. Ma alcuni personaggi si divertono a pubblicare articoli, video e commenti diffamatori verso questo “eretico” traduttore, che in realtà svolge molto bene il suo lavoro e conosce ampiamente le materie di cui si occupa.

E allora cercano in tutti i modi di smontare il suo lavoro per dimostrarne la presunta incompetenza: per esempio ricorrendo a ciò che dice il professor Danilo Valla (esperto traduttore biblico?). Però se andiamo a verificare, ad esempio, in un forum biblico fatto da ebrei – che suppongo conoscano bene l’ebraico -, vediamo che in realtà è Danilo Valla a essere in errore. È bene, dunque, riportare un esempio chiaro a dimostrazione di ciò, tratto direttamente da un forum “ebraico”.

Un utente scrive al forum biblico gestito da ebrei per sapere se ha ragione Biglino o il professor Valla per quanto concerne le traduzioni di alcuni termini ebraici, e riporta con un copia/incolla le affermazioni di entrambi. Qui ne pubblico solo uno per non appesantire troppo l’articolo:

Biglino: “Merahhèfet” (Genesi 1:2) significa “aleggiava, planava”.

Valla: In realtà “merahhèfet” (intensivo con significato causativo) indica la produzione di forti vibrazioni o onde ad altissima frequenza. Che infatti sono all’origine della successiva immediata produzione della luce. Tutto infatti era “senza forma e invisibile” (v.2) quindi si trattava di energia e per mezzo della luce l’energia diventa massa. Come Einstein confermerà in tempi recenti.

Vediamo cosa ci dice invece l’ebreo del forum in risposta:

IL Prof Valla dovrebbe essere più prudente nelle sue, seppur poetiche, esegesi. Infatti merachèfet (מְרַחֶפֶת) deriva dalle radicali resh het fe (מ ח ף), che unite al prefisso mem con shewà (מְ) dall’ infinito ierachef (לְרַחֵף), formano un participio il cui significato è librantesi, aleggiante… lo si desume anche da Deuteronomio 32,11 dove viene usato lo stesso verbo in yerachef (יְרַחֵף). Per cui la traduzione di Biglino è sicuramente più corretta.

Questo è solamente uno dei numerosi esempi che si possono citare, e che dimostrano chiaramente chi tra i due (Biglino o Valla) è più competente come traduttore di ebraico biblico. Bisogna inoltre chiarire – perché forse molti hanno le orecchie otturate, per cui o non sentono o non vogliono sentire – che il signor Mauro Biglino ha imparato l’ebraico in una “comunità ebraica”, quindi suppongo che gli abbiano insegnato l’ebraico, e non il cinese o il giapponese! O vogliamo forse asserire che gli ebrei non conoscano la loro lingua? Ma non è soltanto sul piano delle traduzioni che Mauro viene contestato e pesantemente attaccato, ma anche per i contenuti che riporta nei suoi libri.

Per esempio dice che Satana non esiste contrariamente a quanto afferma, invece, la Chiesa; e nel suo libro “Il Dio alieno della bibbia” spiega in modo dettagliato le motivazioni… e gli ebrei sono in “pieno” accordo su ciò. Afferma che il peccato originale nella bibbia “NON ESISTE”, e anche su questo gli ebrei sono d’accordo. Dice che gli Angeli biblici non sono esseri spirituali, ma esseri in carne ed ossa. È giusto anche questo… e molto altro ancora. Ma ovviamente per un credente cristiano è difficile accettare queste cose, specie se è ossessionato dalla propria religione, che deriva proprio da quel libro che considera sacro, la bibbia. Ed ecco perché molti individui sono molto arrabbiati col signor Biglino! A questo punto, però, bisogna fare una dovuta precisazione. Lui non impone a nessuno di credere a ciò che dice anzi, indirizza le persone verso un percorso di verifica e di ricerca, impianta il seme della curiosità. A tal proposito… tempo addietro scrissi sul mio blog un aforisma che mi pare giusto inserire in questo articolo, perché calza proprio a pennello sulla figura di Mauro:

[Nel buio totale una voce d’uomo mi disse: “Vieni verso di me, non voglio farti del male…”, ma io accesi un cerino e vidi ch’ero sul margine di un precipizio, e l’uomo che mi parlava era, invece, dalla parte opposta…]

Quella persona che nell’aforisma accese un cerino è Mauro Biglino… ma anche tanti altri che non accettano nulla per fede, e preferiscono cercare prove tangibili, far lavorare il cervello piuttosto che credere ingenuamente in cose che se verificate potrebbero risultare false.

Quanti credenti conoscono per intero la propria religione, tutte le vicende ad essa legate, e succedutesi nel corso della storia? Quanti si sono presi la briga di studiare il mondo ebraico? Quanti credenti si sono messi a studiare seriamente “tutta” la bibbia, liberi da preconcetti e da condizionamenti ideologici su di essa? Per fede si può credere a tutto ciò che si vuole, naturalmente… ma non è detto che ciò in cui si crede sia vero!

Io credo ai fatti, alle prove. E se lo scettico che era sul bordo del precipizio avesse avuto fede in quella voce, cosa gli sarebbe accaduto? Sarebbe sprofondato di sotto e certamente sarebbe morto. Essere scettici significa essere prudenti; e l’unico modo per avvicinarsi il più possibile alla verità è quello di intraprendere una seria e completa ricerca razionale. Mauro non ha mai detto a nessuno che il Creatore dell’universo infinito non esiste, né ha mai affermato che la gente debba smettere di crederci. E se la bibbia non parla del Creatore Universale, non significa assolutamente che non esista.

Significa solo che quel libro da molti ritenuto “sacro”, in realtà ci racconta altro: che non ha nulla a che vedere con il vero Creatore, ammesso che esista! Se il signor Biglino volesse realmente ingannare le persone, non le spingerebbe certamente a studiare in modo approfondito la bibbia e tutto ciò che le ruota attorno. Va aggiunto, quindi, che i suoi cosiddetti seguaci non sono certo dei polli o dei babbei creduloni, come alcuni sostengono! Ma sono persone curiose che hanno sete di conoscenza, e grazie a lui trovano la voglia di seguire un percorso di vasta ricerca sul campo, che si sviluppa a 360°. A contrastare pesantemente Mauro Biglino, sono probabilmente persone talmente tanto prese dalla loro fede, schiave della propria religione biblica a tal punto da esserne ossessionate, assuefatte; e guai, quindi, se si osa toccare la bibbia.

Mi pare giusto concludere questo articolo con un estratto del libro “Pensare dritto, pensare storto – Introduzione alle illusioni sociali”, scritto da Giovanni Jervis: psichiatra e psicoanalista, docente universitario alla Sapienza di Roma dal 1977 al 2009, anno della sua morte.

“Tradizioni locali e convinzioni di fede meritano la nostra attenzione, altrettanto quanto le leggende folkloriche e quelle metropolitane. Tuttavia il giusto rispetto per la varietà delle culture non ci dovrebbe condurre a sopravvalutare, idealizzandole, le diversità. Può accadere che nel conferire troppo valore a saggezze locali, a conoscenze parziali, a miti e credenze, e nel dare troppo credito così alle religioni come ai fervori più ingenui e settari, noi finiamo col trascurare tematiche più generali. La tendenza a non criticare le posizioni tradizionali definisce un atteggiamento conservatore, e il conservatorismo ha i suoi inconvenienti. Può costare un prezzo piuttosto alto rimanere con lo sguardo rivolto all’indietro, ai discorsi ricevuti, agli stereotipi e agli slogan facilmente ripercorsi, alle autorità carismatiche, a saggezze non verificate e mai contestate. Ben diverso è ciò che accade quando si mobiliti l’intelligenza indagatrice e quando il dibattito verta su nuove esplorazioni: la curiosità, il senso critico e il piacere delle verifiche aprono la nostra mente.”

Ps: chiedo scusa all’asino che in realtà è un essere vivente molto più intelligente di quel che può sembrare.

Leggi originale: http://atheumdiary.blogspot.it/2013/07/a-difesa-di-mauro-biglino.html