ELOHIM E GIUDICI

Già ho trattato questo tema, ma sento la necessità di approfondire.

Il tema degli elohim investe direttamente la questione del “dio” che è stato inventato a partire dalla bibbia e la cui “unicità” i teologi di varia estrazione devono difendere ad ogni costo.

Quando si afferma che Elohim (termine plurale) indica Dio al singolare ci si scontra con l’evidenza di passi biblici nei quali nessuno può negare la pluralità. In quei casi il monoteismo dogmatico afferma che quel termine indica “giudici o dèi stranieri”.

Sulla incongruità della affermazione che questi Elohim stranieri fossero semplici idoli di metallo o di pietra (gli dèi stranieri o cosiddetti dèi pagani) ho già espresso le mie considerazioni nel file citato e dunque non ci torno.

Per la questione filologica relativa al cosiddetto “plurale di astrazione” rimando al brevissimo filmato in cui affronto il tema in risposta alle osservazioni che vengono fatte alle mie ipotesi.

Mi limito qui a citare alcuni esempi utili a chiarire come sia la Bibbia stessa a identificare la differenza tra i “giudici”, cioè uomini che esercitano una funzione, e il gruppo degli Elohim.

In Esodo si affrontano varie situazioni di ordine giuridico e in 21,22 si afferma che il risarcimento di un certo danno deve essere effettuato “attraverso i giudici” che vengono definiti “FELILIM” (cioè coloro che esercitano un arbitrato) e in 22,8 si dice invece che in caso di furto, la causa deve andare “FINO AGLI ELOHIM” .

La distinzione tra i due gruppi dunque è netta e gli elohim risultano molto più importanti dei giudici visto che certe cause devono arrivare “fino a” loro.

Come curiosità ‘a latere’ annoto che il risarcimento di cui si parla è relativo alla perdita del feto da parte di una donna che sia stata urtata da qualcuno e il versetto recita testualmente: “se due uomini litigano e urtano una donna incinta così da farla abortire, ma non ci sarà stato danno, si esigerà un risarcimento…”.

Ho compreso bene? Una donna abortisce e NON c’è stato danno?

Non è che i copisti, nelle centinaia di errori che hanno commesso, hanno saltato un aggettivo indefinito?

Spero proprio – per i ferventi seguaci di Yahweh – che i copisti volessero scrivere “non ci sarà stato ALTRO danno”.

In questo stesso capitolo (22,19) si dice anche che verranno uccisi tutti coloro che saranno sorpresi a sacrificare a Elohim che non siano Yahweh: anche qui non ci sono dubbi, sappiamo bene che quel popolo non faceva “sacrifici” a dei semplici giudici ma spesso faceva “sacrifici” a Elohim stranieri.

A questi si riferiva dunque Yahweh ed anche qui la distinzione è netta.

Ulteriore esempio della netta distinzione tra elohim e giudici si trova in Es 18 là dove il suocero insegna a Mosè il metodo più razionale per gestire quella gente: dovrà nominare dei capi a vari livelli e essi giudicheranno e dirimeranno le cause di minore importanza mentre all’Elohim di nome Yahweh dovranno arrivare solo le questioni di ordine primario.

Nel versetto 22 Ietro afferma che i giudici umani “giudicheranno”, il verbo è SHaFaT ed è ripreso anche nel versetto 26: questa è la radice ebraica che indica l’atto dell’esercitare la giustizia.

Infatti in Dt 19,16-19 è scritto: Qualora un testimone ingiusto si alzi contro qualcuno per accusarlo di ribellione, i due uomini fra i quali ha luogo la causa compariranno davanti al Signore, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in quei giorni. 18I giudici indagheranno con diligenza e, se quel testimone risulta falso perché ha deposto il falso contro il suo fratello, farete a lui quello che egli aveva pensato di fare al suo fratello.”

In questi versetti “giudici” è sempre reso con il termine SHoFeTim e mai Elohim.

Ricordo infine che il libro dei GIUDICI ha come titolo l’ebraico “SHoFeTIM” e non ELOHIM.

Mauro Biglino

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