“Yahweh e i suoi angeli custodi” nuovo articolo di Mauro Biglino

In Giudici 6,11 e segg… si narra di Gedeone che incontra un messaggero di Yahweh e Yahweh stesso: nel dialogo che intercorre l’israelita viene tranquillizzato sull’esito dell’imminente scontro con i Madianiti.

Ma questo evidentemente non è sufficiente, Gedeone nutre dei dubbi e vuole essere certo che si tratti proprio di “lui”: gli chiede di attenderlo mentre si reca a prendere un dono da offrire.

Yahweh gli dice che lo attenderà: il verbo ebraico richiama l’atto fisico del sedersi e quindi me lo immagino seduto su una pietra, con il sorriso un po’ spazientito, ma comprensivo, per questa ennesima prova di identità che gli viene chiesta (ricordiamo ad esempio Mosé che vuole prove Sinai).

Gedeone torna con carne, pane e brodo; il messaggero gli ordina di porre tutto su una pietra e poi produce un fuoco con il tocco di un “bastone” bruciando all’istante l’intera offerta (ricordo il miracolo tecnologico di Elia di cui ho ampiamente parlato in un libro).

Annoto che:

1) Yahweh si muoveva spesso accompagnato da uno o più attendenti (malakhim), come è prassi per i comandanti (incontro con Mosè presso il cosiddetto roveto ardente; incontro con Abramo preso la sua tenda…).

Mi viene proprio da dire che “dio” viaggiava con i suoi angeli custodi.

2) La necessità di riconoscere questi “individui” e il desiderio/bisogno di avere da loro delle prove erano una assoluta normalità: “loro” accondiscendevano alle richieste di presentazione e identificazione ritenendole evidentemente normali, comprensibili, magari fastidiose ma non offensive.

3) Le “prove” fornite erano di ordine tecnologico, riguardavano cioè la capacità materiale di compiere con i loro strumenti azioni fuori dall’ordinario (dal kavod ai cosiddetti “bastoni”, all’arca dell’alleanza…)

Tutto questo è decisamente curioso se si vuole affermare che Yahweh e i suoi cosiddetti “angeli” (malakhim) erano puro spirito.

Mi si dirà ovviamente che è allegoria, metafora… ma io proseguo e faccio sempre finta che…

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