La menorah naturale di Villa Varda (comune di Brugnera, PN)

So che questo scritto desterà polemiche perché esprime dubbi su una tradizione consolidata ma tanto ormai… polemica più polemica meno ^___*

Più di un anno fa, scrivendo in un gruppo amministrato da Guido Tosi, espressi una mia idea sulla reale forma della menorah, il famoso candelabro a 7 bracci della tradizione ebraica.

Dalla lettura letterale del passi dell’Esodo che ne descrivono forma e funzione (cap 25 e 37), mi sono fatto l’idea che quel candelabro non avesse in origine la forma che la tradizione gli ha poi attribuito, cioè una struttura disposta su un unico piano (vedere il link qui sotto).

Secondo la mia ipotesi la menorah dell’Esodo doveva avere i bracci posizionati perpendicolarmente gli uni agli altri e formare quindi nel loro complesso un cerchio: in questo modo avrebbe risposto meglio alla descrizione che prevedeva lo stare davanti o dietro (qualunque fosse la posizione relativa dell’osservatore), ma soprattutto avrebbe svolto con più efficacia la funzione di illuminare un ambiente distribuendo in modo uniforme la luce per tutta la notte.

Ricordo di vere visto immagini egizie di tale oggetto ed anche quelle lo rappresentano su un unico piano, ma sappiamo bene che la tecnica pittorica di quella cultura rappresentava tutto su un unico piano, anche i corpi umani, senza applicare alcuna prospettiva alle immagini.

Tali dipinti hanno forse costituito il modello per le rappresentazioni successive che sono poi divenute tradizione consolidata?

Non posso esserne certo ma la suggestione è forte.

In occasione della conferenze in Friuli sono stato portato a visitare il magnifico complesso architettonico e naturalistico di Villa Varda (vedere link).

Nel parco di 18 ettari si trova un albero particolare.

Mi è stato spiegato che la famiglia ebrea che abitava quella villa aveva fatto potare quell’albero in modo tale da fargli assumere la forma del candelabro a 7 bracci: in sostanza i proprietari israeliti desideravano avere una sorta di menorah naturale nel loro terreno.

Ciò che mi ha immediatamente colpito è stata la forma.

Sappiamo che il sistema di potatura a spalliera assegna ai rami degli alberi una disposizione su di un unico piano e quindi quella particolare forma di coltivazione avrebbe potuto egregiamente riprodurre con estrema facilità la menorah così come la tradizione la rappresenta da sempre (vedere link qui sotto).

Invece quella famiglia ha fatto assumere ai rami che formano i sette bracci una disposizione perpendicolare che attribuisce alla menorah la forma circolare che corrisponde esattamente alla mia ipotesi.

Sono rimasto favorevolmente colpito dal vedere che nei secoli scorsi quella famiglia appartenente al popolo di Israele doveva avere sulla menorah la mia stessa idea.

Villa Varda: link

Menorah tradizionale con i bracci disposti su un unico piano: link

Coltivazione a spalliera con la quale si può facilmente riprodurre la menorah con i bracci disposti su di un unico piano: link