Nuova riflessione di Mauro Biglino

A proposito di dialoghi interconfessionali, una ipotesi e una domanda.

Supponiamo che io abbia la certezza incrollabile su una verità che ritengo assolutamente incontrovertibile.

Partendo da questa situazione di base, dichiaro che voglio dialogare con chi avanza dubbi o tesi contrarie.

Mi chiedo: che speranze, obiettivi o aspettative nutro, oppure sono disposto ad accettare?

Le opzioni che mi vengono in mente sono le seguenti:

1) Il mio interlocutore cambia idea (obiettivo massimo)

2) Io cambio idea (la mia certezza aprioristica mi impedisce di prendere in considerazione questa ipotesi)

3) Troviamo una mediazione (la mia certezza aprioristica mi impedisce di prendere in considerazione questa ipotesi: non posso mediare su ciò che non ritengo mediabile)

4) Rimaniamo sulle stesse posizioni e ci accordiamo nel non farci guerra (forse il massimo ottenibile anche in funzione di alcuni punti di convergenza dottrinale-rituale conosciuti da sempre)

5) Ci riuniamo per dare modo a ciascuno di riformulare le tesi ben conosciute al solo scopo – non dichiarato esplicitamente – di evidenziare in pubblico la disponibilità ad un dialogo di cui conosciamo già gli esiti (finzione formale).

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