Riflessione di Mauro Biglino sui giornalisti vaticanisti

I giornalisti vaticanisti delle testate nazionali – sia in carta che in video – “tengono famiglia”.

Fino a un mese fa narravano, elogiavano, celebravano e sottolineavano ogni gesto, parola, atteggiamento di Benedetto XVI, dal 13 marzo narrano, elogiano, celebrano e sottolineano ogni gesto, parola, atteggiamento di Francesco.

Sono da sempre abituati a celebrare il nuovo papa mentre l’altro è morto, ma questa volta non è così.

Mi chiedo: fingono di non vedere che ogni elogio ai singoli gesti e comportamenti pubblici del papa gesuita suona come una feroce ‘stilettata umana’ a Ratzinger il cui atteggiamento – da loro celebrato fino a un mese fa\ – era l’esatto opposto?

Preferisco pensare che “tengono famiglia” e, per continuare a mantenerla decorosamente, devono celebrare il papa in carica, qualunque cosa faccia o dica:

Morto, o dimesso un papa, se ne fa un altro.

La vita e lo stipendio continuano: in fondo Ratzinger può sempre spegnere la Tv o evitare di leggere i giornali:

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