“Esodo 34,10” di Mauro Biglino

Durante la peregrinazione nel deserto del Sinai, Mosè incontra costantemente Yahweh sul monte e ne riceve ordini e istruzioni.

Nello specifico frangente descritto nel verso citato, Yahweh gli dice testualmente:

compiuti-stati-sono-non che prodigi farò

Abbiamo qui due verbi [asah] e [bara] che sono usati come sinonimi: Yahweh afferma che compirà dei prodigi come non ne sono mai stati fatti sulla Terra e presso nessuna delle nazioni, così precisa subito dopo il versetto.

È ovvio che il verbo [bara], messo in correlazione con [asah] e i prodigi, non significa creare, perché le due azioni si richiamano e corrispondono su un significato univoco: i prodigi si compiono, si fanno, si realizzano, e non si creano dal nulla.

In secondo luogo il verbo [bara] è nella forma passiva e ha come soggetto diretto i prodigi, ma come soggetto sottinteso quel “qualcuno” che teoricamente avrebbe dovuto o potuto compierli ma che non lo ha mai fatto.

I suoi prodigi sono unici e quindi diversi da quelli prodotti da altri.

Senza alcun’ombra di dubbio ancora una volta qui il verbo [bara] non significa «creare».

Tratto da “Non c’è creazione nella Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori, clicca qui.

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