Mauro Biglino e le verità nascoste della Bibbia

Una nuova e interessante intervista a Mauro Biglino è uscita sul Blog di Cultura e Spettacolo “Cafè Inferno”, di seguito vi riportiamo la trascrizione.

Lo ammetto, sono nervoso ed emozionato al tempo stesso. Ho trascorso vent’anni a trattare contratti di centinaia di migliaia di euro, pranzando con amministratori delegati, direttori di asl, assessori regionali, eppure pensare che sto per incontrare Mauro Biglino, e non per la prima volta, continua ad incutermi quel vago senso di soggezione che solitamente riservo a chi, in effetti, ha qualcosa da dire.

Non voglio spendere righe e tempo in filippiche ai tuttologhi del nulla, si annichiliscono da soli, voglio accendere una luce, anche solo una candela e portarla, fiammella tremolante, facendo scudo con l’altra mano, davanti al volto di mauro Biglino. Un volto essenziale, squadrato, deciso, gli occhi di chi sa cosa vuole, di chi ti guarda ma non ti sfida: la sua opera è una sfida. Ti dice: “sono qua” ; pronto ad essere contestato… tu cosa metti sulla bilancia?. Mauro sulla bilancia mette tante cose, molte. Non troppe.

Un trascorso da collaboratore di riviste, studioso di storia delle religioni, traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, conferenziere scomunicato (sorrido)… scomodo! (non sorrido, lo ammiro). Certo, perché se uno studioso si pone galileianamente un metodo (molto semplice, e quindi non attaccabile) di “Non c’è creazione nella Bibbia”.

La Genesi ci racconta un’altra storia

tradurre letteralmente l’ebraico antico per divulgarne il testo, adempie a quella sottomissione alla serietà che, passando dall’umiltà, rischia di sconvolgere. Non esistono fraintendimenti: c’è scritto! E si badi che tra le decine di versioni bibliche utilizzabili, ma cassate dalla santa romana chiesa, Mauro ha scelto la stessa versione scelta dalla chiesa, quella che si trova ancora nel primo cassetto dei comodini degli alberghi, un po’ stantia e un po’ odorosa di muffa e polvere: la bibbia tradotta dal codice masoretico di Leningrado… la versione “ufficiale”. Solo che se si legge da destra a sinistra, se si impiegano anni ad aggiungere vocali in un linguaggio che prevede solo consonanti, il risultato che ne esce è un compendio di verità mai scritte, di rivelazioni taciute che sferzano la “verità” in modo scientifico, asettico, metodico.

Mauro, un caldo bentornato anzitutto, e un grazie per questa intervista

M Sono io che ringrazio dell’interesse per il mio lavoro e di queste considerazioni moito lusinghiere.

DB la tua figura è molto controversa: il tuo ultimo libro, appena uscito ha venduto oltre 20.000 copie, eppure sei segnalato come persona non gradita in quegli ambienti tipicamente vaticani, in cui i tuoi scritti rischiano di destabilizzare verità radicate su fondamenti, posso dirlo? Un po’ argillosi. Prova ne è la tua cessata collaborazione con le edizioni San Paolo, contestuale al tuo grande successo come conferenziere e scrittore indipendente. Quanto ti pesa essere contro corrente?

M Quando ho deciso di iniziare a scrivere sapevo a cosa stavo andando incontro. Devo dire che le reazioni sono di vario genere e quelle contrarie derivano soprattutto dall’integralismo sia ebraico che cristiano. Gli integralisti hanno posizioni dogmatiche da difendere e dunque non possono accettare ciò che io dico. La teologia monoteista è alla base della più importante religione occidentale ma anche di una certa ideologia di stampo religioso-nazionalista che con la teologia occidentale condivide il pensiero monoteista, sia pure con metodologie e per finalità divergenti.

Ciò nonostante ho visto che l’interesse condiviso dalle due correnti di pensiero è sostanzialmente coincidente: mantenere la sostanza del messaggio veicolato dogmaticamente da ormai due millenni.

Le ipotesi che formulo minano alla base l’intera struttura per cui divengono comprensibili le reazioni che spesso purtroppo sono finalizzate a denigrare la mia persona allo scopo di rendere non credibile l’intero lavoro

DB in un periodo sotto culturale in cui si vendono profezie maya, pianeti x, nibiru e un florilegio di sette e credenze strane quanto inverosimili, il tuo metodo pare molto semplice (ottima scelta marketing oltre che metodologica, se posso permettermi): tu traduci. Non spieghi, non interpreti… traduci. E traducendo ti sei accorto che qualcosa non andava…..

M In effetti, nei molti anni di traduzione professionale mi sono accorto che gli antichi autori biblici ci stavano raccontando una serie di vicende diverse, molto più concrete, materiali, e probabilmente molto più autentiche. Se leggiamo la Bibbia come uno dei tanti libri che l’umanità ha scritto ci accorgiamo che possiamo formulare ipotesi totalmente diverse da quelle veicolate dalle varie tradizioni.

Siamo di fronte a contenuti che trovano riscontri nei racconti dei popoli di tutti i continenti del nostro pianeta: racconti che porterebbero alla riscrittura della storia dell’umanità. Nel procedere del mio lavoro questa è una convinzione che si sta radicando sempre di più, pur all’interno della grande congerie di dubbi e necessità di approfondimenti che sono connaturati ad una ricerca come questa, condotta su testi antichi.

DB la ricerca odierna sta aiutando molto a far emergere scritti non convenzionali per porli sotto un giudizio critico che parte dagli specialisti , quale tu sei, ma arriva, forse anche solo per moda, ai cultori dell’anticonformismo culturale e ideologico. Sbagliato o giusto che sia, ciò permette di aprire una visuale diversa anche della tua opera, alimentando un substrato di cultori che in primis non vogliono più essere presi in giro e in secundis anelano a prove che suffraghino il loro recondito desiderio di ribellione alle false rivelazioni. Ti senti più un profeta per costoro o un semplice divulgatore di ciò che è sempre stato scritto, ma mai letto correttamente?

M Non credo neppure nell’esistenza delle profezie bibliche, quindi figuriamoci se mi sento un profeta. Io sono solo un curioso che ha avuto la fortuna di svolgere un certo lavoro che gli ha consentito di venire a contatto con determinati contenuti definibili come “non ordinari”.

Mi limito quindi a cercare di raccontare ciò che mi pare di cogliere in quei testi; io metto a disposizione argomenti e ipotesi e poi ciascuno ne farà ciò che meglio crederà.

DB quindi non pensi che a questo punto, utilizzare anche gli altri codici , rotoli del mar Morto, bibbia etiope, scritti degli Esseni, etc, non possa rappresentare un’operazione per te ancora più suffraganea delle tue teorie, in un periodo in cui la mente si sta aprendo anche e soprattutto a ciò che non ci hanno detto?

M Sarebbe sicuramente interessante ed utile e non è escluso che nel futuro io non mi ci dedichi. Molte cose interessanti (e conferme per me) si trovano anche nelle varie versioni del Talmud ma per ora preferisco rimanere fedele alla mia scelta metodologica di occuparmi solo del codice cui fanno riferimento le bibbie ebraiche e cristiane. Con tutto ciò che già si dice contro di me, se io usassi altri codici mi si accuserebbe anche di essermi andato cercare i testi che mi servono per veicolare le mie idee e invece io uso esclusivamente la Bibbia che le religioni hanno definito essere quella “vera”.

DB in alcune tue conferenze, fai spegnere la telecamera……. Stai andando troppo oltre?

M Il motivo è che talvolta parlo di temi che affronto nei libri in uscita e allora non li voglio anticipare pubblicamente.

Per me ormai non esiste più il “troppo oltre…”: certe affermazioni contenute nei miei libri hanno superato quel limite e con grande piacere, dopo due anni di attacchi e denigrazioni, ora le vedo ufficialmente confermate e riconosciute come vere.

DB nella conferenza che ho avuto il piacere di ospitare non ho potuto non apprezzare la tua abilità nello scegliere una metodologia comunicativa che coinvolge lo spettatore in cose che apparentemente potrebbero essere considerate fuori della portata comune. Mi spiego meglio: hai esordito disegnando sulla lavagna il tetragramma che rappresenta la parola Javhè (la scrivo come la pronuncia, scusami) e di fronte allo sbigottimento generale hai tradotto il tetragramma in quattro modi diversi. Poi hai fatto capire perché una parola può essere interpretata in modi diversi. Dunque perché la tua interpretazione è quella giusta?

M In realtà io ho detto che Yahweh viene tradotto in modi diversi perché nessuno sa esattamente cosa significhi e forse non significava nulla perché quando quel nome è stato pronunciato la lingua ebraica non esisteva neppure: io infatti non lo traduco.

Da un po’ di tempo a questa parte nelle conferenze leggo le bibbie che abbiamo in casa proprio per documentare che ciò che io dico è già sostanzialmente riscontrabile nelle normali traduzioni.

Io poi uso il testo vocalizzato dai masoreti ebrei senza apportare alcuna variazione e i significati li ricavo proprio da quel testo, ma quando si lavora con le lingue antiche è fondamentale cogliere il significato portato dal contesto, l’unico elemento capace di chiarire ciò che spesso grammatica e filologia lascerebbero sospeso.

Ci sono infatti temi su cui i filologi dibattono da secoli senza giungere a conclusioni condivise. Il problema è che spesso la filologia si mette al servizio della teologia o delle ideologie e quindi elabora soluzioni allo scopo di suffragare le “verità” che devono essere diffuse.

Prima fra tute il tentativo di sostenete il monoteismo negando grammaticalmente la pluralità degli Elohim e la evidente loro molteplicità continuamente documentata nel testo biblico.

E’ quindi necessario leggere serenamente quel libro cogliendo ciò che il contesto illustra spesso con una chiarezza che supera e rende inefficace la complessità (voluta?) che certi filologi introducono nella loro esegesi.

DB proseguendo sulla translitterazione mi sconvolge scoprire che alcune frasi della bibbia non sono state “interpretate” ma sono state aggiunte o tolte! Adesso divento provocatorio: possibile che nessuno abbia mai pensato che un giorno qualcuno avrebbe potuto prendere in mano il testo letterale e provare a tradurlo, facendo emergere tutte le distorsioni del testo ritradotto? Mi devo aspettare una nuova ondata di padri della chiesa che come alle origini ritrattano, spuntano da Aristotele facendolo passare per cristiano, ridogmatizzano e sentenziano o credi che le tue rivelazioni verranno taciute, soppresse, cassate, nuovamente addomesticate?

M In realtà la Bibbia è uno dei libri più manomessi, scritti, riscritti, emendati, interpolati… che esistano e questo lo sanno bene da sempre gli studiosi, ma il dogmatismo imperante ha fornito le sue chiavi di lettura riuscendo a convincere i popoli (anche con imposizioni e divieti) che la sua lettura e la sua comprensione richiedono la mediazione di strutture che si esprimono attraverso il magistero dichiarato “non discutibile” perché suffragato dalla cosiddetta tradizione o dalla diretta ispirazione divina.

Ma il numero elevato di tradizioni spesso in contrasto tra di loro e l’evoluzione della cosiddetta ispirazione suggeriscono la necessità di procedere con chiavi di lettura che tentino di rimanere fedeli alla fonte senza usare quel metodo che procede con la negazione, o copertura, della letteralità del testo e l’inserimento di significati nuovi: in sostanza spesso i sostenitori delle varie tradizioni usano dire “quando la Bibbia dice una cosa in realtà vuol dire che…” e a quel punto inseriscono le loro verità.

Io provo a rimanere fedele al testo “facendo finta” che “quando la Bibbia dice una cosa in realtà voglia dire proprio quella…”. Ne vine fuori un quadro logico, coerente, comprensibile senza la necessità di introdurre la categoria del “mistero” così spesso evocata da certa teologia o certo esoterismo di maniera.

DB Mauro, mi son trattenuto a stento dal porti domande più specifiche sul contenuto dei tuoi libri, in quanto avrei il piacere personale che le persone si facessero una propria opinione, leggendoli. Però perdonami, non riesco a non chiederti una cosa, rispondi nel modo che preferisci, anche vago, per lasciare un po’ di curiosità ai tuoi potenziali lettori. UNO DEGLI Elohim, adam, immagine e somiglianza, Eden, in due righe….. che cosa non ci hanno detto?

M In sostanza non ci hanno detto che la Bibbia narra la storia dell’arrivo di individui conosciuti con il termine Elohim, di ciò che hanno fatto sul nostro pianeta e del rapporto che uno di loro (Yahweh) ha stabilito con della gente che poi sarebbe diventata un popolo sotto la sua guida.

Non ci hanno parlato di ciò che invece la filologia ebraica conosce da sempre per sua stessa esplicita ammissione: la Bibbia non è un libro di religione; la Bibbia parla di ingegneria genetica e di due DNA; i cosiddetti angeli non sono esseri spirituali; i cherubini erano macchine; satana non esiste neppure nell’Antico testamento ecc ecc… fino a riconoscere che la Bibbia non parla mai di creazione dal nulla, neppure nel primo versetto della Genesi (come affermo e documento nel libro appena uscito).

Tutti elementi che documento nei miei libri e che ora vedo confermati dagli studiosi che usano la letteratura ebraica extrabiblica e fonti alle quali io non ho accesso.

DB sei un altro che parla di UFO?

M Non ho mai visto un UFO in vita mia, non me ne occupo perché non sono un ufologo: la loro esistenza o non-esistenza non fa cambiare di una sola virgola ciò che traduco e racconto.

DB Zecharia Sitchin (permettimi una nota personale di cordoglio per il grande studioso che è appena mancato). Un tuo lapidario giudizio

M Una persona cui va riconosciuto il merito di avere scoperchiato un pentolone dando la stura a studi, analisi e ipotesi che fanno discutere anche la scienza accademica.

Molte sue traduzioni sono contestate ma molte sono confermate: ha avito la capacità di costruire un mosaico moto complesso provvedendo ovviamente a produrre le tessere mancanti.

Come tutti i ricercatori alternativi formula ipotesi che non possono essere scartate o derise con troppo semplicismo o con arrogante supponenza, come spesso molti fanno.

DB sei fiducioso che la tua opera di divulgazione, trovi alla fine il giusto riconoscimento?

M In realtà lo sta già avendo: le mie ipotesi sono prima entrate in una tesi di laurea ed ora sono oggetto di uno studio all’interno di un Dottorato di ricerca presso l’Università di Pisa.

DB una Ricerca per liberi pensatori. È il sottotitolo di molti tuoi libri. Forse andrebbe scritto un libro solo su questa frase.

M Ne sono convinto ma questo lavoro spetterebbe a filosofi o sociologi.

DB Ultima domanda. Te la posi in un contesto privato, lontano da orecchie indiscrete. Nella prima lettera di Paolo ai corinzi, un passaggio fa presumere che Gesù sia sposato, o almeno la domanda che Paolo pone e che a lui viene riposta sembra presupporre un fatto che nell’ebraismo era scontato. Nell’epoca di Dan Brown, quale testimonianza può darci Paolo?

M Come sai, per il momento non parlo di Nuovo testamento ma la notizia non dovrebbe sconvolgere nessuno: sarebbe stata la normalità per un Rabbi del tempo. Su Paolo di Tarso è già stato scritto molto e molto ancora si scriverà: una figura molto controversa, a partire dalla sua stessa reale esistenza storica.

Ancora una volta devo salutare una persona che egoisticamente vorrei sempre al mio fianco. Lo lascio andare su quel suo passo sicuro, con quel suo orgoglio alpino che vuol farti notare. Resto solo a sperare che altri, come lui, possano intersecare il mio pensiero, la mia voglia di scoprire, la mia libertà di pensare liberamente, magari con qualche aiuto da parte di chi ha dedicato la vita allo studio e al libero pensiero. Lo lascio andare. Con un po’ di tristezza. Mi pervade la nostalgia delle cose mai scoperte. Un senso mistico di conoscenza superiore. Mauro Biglino. Trova ciò che cerchi e sii felice.

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