“A proposito degli ELOHIM…” Nuovo articolo di Mauro Biglino

In queste ultime settimane sono stato nuovamente sollecitato ad affrontare l’argomento.

In un VIDEO ho analizzato il tema del plurale, documentando come il contesto biblico risolva da sé la questione grammaticale posta dalle dottrine monoteiste che hanno la necessità dogmatica di affermare l’unicità di Dio… quindi non ci torno su.

In sintesi esamino qui un altro aspetto.

Per giustificare la pluralità del termine i teologi monoteisti introducono altri elementi e sostengono che, là dove il suo essere “plurale” non è negabile, Elohim non significa “dio” ma si riferisce a “legislatori/giudici/ministri”.

Questa affermazione contiene, a mio avviso, una palese ovvietà e rappresenta una ulteriore forte conferma alla pluralità di quegli individui.

Nella nostra cultura le funzioni legislative, giudiziarie ed esecutive sono notoriamente separate e la cosiddetta “separazione dei poteri” rappresenta una delle garanzie irrinunciabili degli ordinamenti democratici.

Nel passato invece le tre funzioni erano racchiuse nella unica figura del “governante” (re, imperatore, o comunque lo si volesse definire) che le esercitava sia direttamente che tramite i funzionari da lui scelti e nominati.

Gli Elohim, colonizzatori potenti e plenipotenziari, rappresentano un modello tipico di questa concentrazione e fusione dei poteri.

Il loro modo di governare dispotico – Yahweh ne è uno degli esempi più palesi – racchiudeva in sé le funzioni suddette.

Era quindi evidente che gli Elohim fossero in origine al contempo:

– Legislatori (dettavano regole e norme in piena autonomia decisionale)

– Governanti, Ministri che curavano i molteplici aspetti del potere (facevano applicare le leggi direttamente o attraverso loro delegati, come Ietro, Mosè, ecc ecc…)

– Giudici (verificavano il rispetto delle leggi, comminavano ed eseguivano – o facevano eseguire – pene e punizioni)

E’ ovvio quindi che quel termine possa richiamare in un qualche modo quelle funzioni.

Questo non implica il fatto che fossero ADAM – come necessariamente cercano di sostenere i teologi/ideologi monoteisti – anzi, al contrario, la Bibbia tradizionale, senza alcuna necessità di traduzioni particolari, fornisce chiaramente elementi precisi.

Nel testo ebraico e nelle normali traduzioni che tutti abbiamo in casa leggiamo:

1) Gli Elohim “fecero” gli ADAM (Genesi 1)

Ci chiediamo: se gli Elohim fossero stati “normali uomini” sarebbe stato necessario precisare questa ovvia banalità?

Non sarebbe stato ridicolo fare una affermazione simile, attribuendole una importanza fondamentale e basilare nella storia?

E’ quindi evidente che – in quanto “uomini” – la Bibbia NON ci vuole dire che siamo stati fatti da “legislatori/giudici/ministri” (che a loro volta sarebbero stati necessariamente dei normali uomini) ma da “altri”.

2) Gli Elohim “si unirono” con le femmine ADAM (Genesi 6)

Se fossero stati normalissimi uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario precisare nuovamente una simile ovvia banalità?

Dei “normali uomini” con chi si sarebbero dovuti unire?

E poi perché hanno dato origine ad un gruppo particolare, quello dei “ghibborim”?

3) Gli Elohim muoiono come tutti gli ADAM (Salmo 82)

Anche qui ci domandiamo: se fossero stati normali uomini con funzioni di “legislatori/giudici/ministri”, sarebbe stato necessario ricordare una simile ovvietà?

Come avrebbe potuto essere altrimenti?

Come dovevano morire se non come “normali uomini”?

4) Yahweh aveva costantemente timore che il suo popolo si rivolgesse ad altri Elohim (si vedano gli innumerevoli passi presenti in ogni parte della Bibbia)

Ci chiediamo: il presunto “vero dio” aveva così tanto timore di normalissimi “legislatori/giudici/ministri”, infinitamente meno potenti di lui?

La paura lo accecava al punto da uccidere spietatamente chi lo abbandonava per mettersi al servizio di uomini qualsiasi?

Gli ebrei che avevano avuto RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH, erano così stolidi da abbandonare il “vero potentissimo dio” per dei normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo.

5) La Bibbia dice chiaramente che il popolo poteva scegliere tra Yahweh e altri Elohim (Giosuè 24 e molti altri passi…)

La domanda è nuovamente ovvia: come può anche solo essere pensata una scelta tanto ridicola tra il presunto “vero dio” e dei normalissimi uomini dotati quindi di poteri limitati?

Gli ebrei del tempo, dopo avere avuto (da Abramo in poi) RAPPORTO COSTANTE, QUOTIDIANO, DIRETTO E PERSONALE CON YAHWEH – colui che viene presentato come il “dio vivo e operativo nella storia” – erano sprovveduti al punto da preferirgli normali “legislatori/giudici/ministri”?

Non riesco proprio a pensarlo: sarebbe stato un comportamento assolutamente incomprensibile, tipico di individui senza un minino di capacità di discernimento.

Sono portato invece a pensare che gli ebrei delle origini – liberi dai dogmi teologici che invece condizionano molte menti attuali – fossero consapevoli della situazione che stavano vivendo, e il loro comportamento costante nella storia biblica documenta come loro sapessero bene che:

1) gli Elohim non erano normali “uomini” che ricoprivano incarichi di “legislatori/giudici/ministri”;

2) gli Elohim, nelle funzioni e nei poteri esercitati, avevano le stesse prerogative e caratteristiche di Yahweh, perché appartenevano al suo stesso “gruppo”;

3) Yahweh era uno di loro e quindi costituiva solo una delle possibili opzioni di scelta;

4) gli altri Elohim erano per “lui” concreti, temibili e pericolosissimi rivali.

Questo mi pare di ricavare da ciò che leggo.

Mauro Biglino