Il peccato e la condanna

Proseguiamo nella nostra analisi ritornando all’inizio: l’Eden; l’evento e il luogo da cui sarebbe iniziata l’avventura che ancora oggi noi stiamo vivendo.

Dall’Eden l’uomo sarebbe entrato nel mondo in via ufficiale, portandovi le conseguenze di una scelta sciagurata che ancora paga.

L’origine drammatica dell’esistenza spiegherebbe la tensione dell’intera vita dell’umanità, costantemente indirizzata alla riconquista della situazione edenica dalla quale è stata estromessa a causa di un peccato che, compiuto all’origine, condiziona ancora l’esistenza temporale e l’eternità di miliardi di esseri umani.

  • • È così?
  • • È avvenuto ciò che ci è stato raccontato?
  • • I nostri progenitori sono i responsabili del Male nel mondo?

Rimandiamo al Glossario la presentazione sintetica di alcuni aspetti specifici di ciò che conosciamo come “il Paradiso terrestre”: il significato del nome, la possibile localizzazione, l’identificazione dei fiumi, i parallelismi con i racconti di altri popoli… e ci occupiamo qui di due temi fondamentali per l’elaborazione teologica sviluppata  nei secoli dalle varie religioni: il frutto dell’Albero della conoscenza del Bene e del Male, e il possibile vero concetto della condanna comminata agli [adàm] da parte degli Elohìm.

Per la verità, i temi sono due solo in apparenza, perché possono essere ricondotti allo stesso nucleo originario che nasce da quello che definiamo un vero e proprio “pasticcio testuale”, di cui diremo, e dalla successiva interpretazione da parte degli esegeti.

Tratto da “Il Dio alieno della Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori, clicca qui

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