Il libro di Daniele

Il libro di Daniele appartiene alla cosiddetta “letteratura apocalittica” ed è stato composto con ogni probabilità intorno al II secolo a.C.; scritto in ebraico, aramaico e greco, narra vicende ambientate nell’epoca dell’esilio babilonese (597 a.C.), anche se il contesto storico più generale in cui si inquadrano i fatti è molto ampio: va dal 600 al 160 a.C. circa.

Il testo contiene non poche anomalie per collocazione, contenuto e linguaggio, al punto che il canone biblico ebraico non lo inserisce tra i libri profetici, ma semplicemente tra gli “scritti”.

Le notevoli diversità di fondo e di forma, e la composizione letteraria, rivelano che si tratta del frutto di un assemblaggio e di una rielaborazione di parti preesistenti; nelle varie edizioni ci sono addirittura differenze nei contenuti, come capitoli presenti nella Bibbia greca e assenti in quella ebraica, ecc.

Nel condurre le analisi siamo inoltre consapevoli del fatto che la letteratura apocalittica, a differenza di quella più specificamente storica o cronachistica, utilizza categorie e linguaggi – come la visione e la simbologia – che difficilmente sono utilizzabili per procedere a una rappresentazione concreta della realtà.

Tutto quanto qui premesso non impedisce che questo libro venga comunque considerato “rivelato” dal canone cattolico e utilizzato per la definizione delle figure angeliche come “verità di fede”.

Pur così colmo di incertezze, il libro viene assunto come fonte per definire verità assolute; è ampiamente utilizzato nelle elaborazioni dell’angelologia tradizionale e dunque non ci si stupirà se viene qui impiegato per formulare delle semplici ipotesi inserite in un cammino orientato alla libera ricerca.

Proviamo quindi ad analizzarne alcuni passi per cogliere aspetti relativi alle figure angeliche di cui ci stiamo occupando.

Il protagonista è il giudeo Daniele che, attraverso il ricorso a quelle che sono conosciute come “visioni”, trasmette al suo popolo la speranza in un futuro in cui un Messia verrà a portare alla nazione la definitiva liberazione: è una sorta di storia teologica del mondo in cui si trasmette la certezza che “Dio” porterà a compimento i suoi disegni.

Tratto da “Il Dio alieno della Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori, clicca qui

Unisciti alla community di Facebook di Mauro Biglino, clicca qui