Le Gerarchie angeliche nella tradizione

Proviamo ora a sintetizzare brevemente i contenuti delle tradizioni più diffuse che, in sostanza, riportano l’esistenza di vari ordini di angeli differenziati in base alla posizione gerarchica e alle funzioni esercitate.

Ciascuno degli ordini riceverebbe dalla spiritualità divina dei doni specifici quali luce, scienza, bene… col compito di trasmetterli all’uomo.

Queste figure formano nel complesso nove Cori angelici, raggruppati in tre Gerarchie.

1. Il primo Ordine costituisce la Gerarchia suprema ed è composto da Serafini, Cherubini e Troni;

2. il secondo Ordine rappresenta la Gerarchia media, ed è costituito da Dominazioni, Virtù e Potestà;

3. il terzo e ultimo Ordine forma la Gerarchia inferiore ed è composto da Principati, Arcangeli e Angeli.

Ogni gruppo angelico possiede caratteristiche specifiche che non elenchiamo qui, salvo ricordare quelle che ci interessano – Angeli e Cherubini – perché presenti nell’Antico Testamento e dunque oggetto della nostra analisi.

Dei primi, fra le tante attribuzioni loro assegnate, si dice ad esempio che siano la via verso il verbo, il ricettacolo perfetto della luce divina. Fungono da mediatori nel comunicarci la potenza di Dio che agisce nella conversione dei peccatori; trasmettono la sapienza nella rivelazione dei segreti divini; manifestano la misericordia nella glorificazione degli uomini giusti e la corrispondente giustizia nella condanna degli empi.

Sono un esempio da imitare per evitare le punizioni, per combattere i vizi, per poter essere attratti verso il cielo, ecc.

A fronte di queste descrizioni, esprimiamo una prima e immediata considerazione: la lettura del testo biblico li evidenzia con chiarezza come presenze con caratteristiche fisiche e comportamentali decisamente meno alte ed edificanti.

Ci poniamo ora le domande d’obbligo:

• Tutto quanto è stato scritto su di essi è giustificato dalle figure dei messaggeri degli Elohìm presenti nell’Antico Testamento?

• Siamo certi che questa visione corrisponda a quanto ci narrano i testi che riportano le vicende occorse agli Adàm nei periodi storici in cui si trovavano ancora a stretto contatto con gli “dèi” e con i loro “angeli”?

Fedeli al nostro impegno, continuiamo a leggere quanto dicono letteralmente i testi che raccontano le vicende dei [malakhìm].

Tratto dal libro “Il Dio alieno della Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori, lo trovi qui

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