La duplice creazione dell’uomo

La Bibbia ci racconta la creazione dell’uomo in due momenti diversi e ci presenta le due modalità con le quali “Dio” è intervenuto fornendocene una duplice descrizione.

I due interventi paiono totalmente diversi e sono all’apparenza talmente incompatibili che l’esegesi tradizionale li attribuisce a due tradizioni diverse, riconoscendo una sorta di contrasto insanabile tra i vari redattori anticotestamentari.

Le due diverse tradizioni vengono identificate dal modo in cui gli autori chiamano “Dio”: in Genesi 1,26 si usa il termine generico Elohìm, mentre in Genesi 2,7 l’atto viene attribuito in modo specifico a Yahwèh. Nel primo caso la

narrazione riferisce infatti che gli Elohìm decidono di fare l’adàm “a loro immagine e somiglianza” mentre nel secondo si precisa che Yahwèh ha usato “l’argilla” insufflandovi “l’alito della vita”.

Si parla quindi di diverse tradizioni, supponendo che gli autori che fanno capo all’una o all’altra abbiano operato in assoluta autonomia riportando racconti antichi, caratterizzati da origini diverse e dunque comprensibilmente non compatibili.

Si è così necessitati a trovare delle concordanze su piani diversi, a introdurre concetti che travalicano la concretezza dei racconti giungendo anche ad annullarla in modo arbitrario, in nome di una visione di ordine diverso che, a nostro parere, non apparteneva invece agli autori biblici.

Noi proviamo qui a non accettare la posizione di chi afferma che la Bibbia propone dei racconti edificanti per rivelare delle realtà superiori non facilmente esprimibili.

Ancora una volta “fingiamo” che la Bibbia riporti fedelmente ciò che voleva rappresentare.

L’analisi precisa dei due passi ci dirà che l’atteggiamento di superiore comprensione e di sufficienza con cui molti commentatori accettano e spiegano le divergenze non è assolutamente giustificato, perché i due passi ci narrano esattamente la stessa vicenda, lo stesso atto concreto compiuto dagli Elohìm, tra i quali c’era ovviamente anche quello conosciuto con il nome di Yahwèh.

Precisiamo che il racconto della successiva formazione di Eva è unico e non vi torniamo, essendocene occupati nel precedente lavoro.

La necessità di analizzare in parallelo i due passi relativi alla creazione del maschio ci costringe invece a sintetizzare ciò che già abbiamo ampiamente scritto in precedenza di Genesi 1,26 e segg.

Tratto da “Il Dio alieno della Bibbia” di Mauro Biglino, Uno Editori, lo trovi QUI.

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