Intervista a Mauro Biglino

Ecco una nuova intervista a Mauro Biglino fatta dal Sito Mucchio d’ossa, buona lettura!

Da: Mucchidossa.com

Mauro Biglino è stato traduttore di testi sacri per le Edizioni San Paolo. La sua lettura della Bibbia, in particolare dell’Antico Testamento, sta sconvolgendo le fondamenta delle religioni ebraiche e cristiane.

Ne “Il Dio Alieno della Bibbia” (Uno Editori), l’autore ci porta a conoscere chi era davvero Yahweh, l’antico Dio del popolo ebraico, chi gli Elohim e soprattutto ci svela cosa si nasconde dietro termini come “la Gloria di Dio”, “L’albero del bene e del male” e “l’Adam”. Noi di Mucchiodossa l’abbiamo intervistato.

Preambolo. Puoi spiegarci come sei arrivato alle conclusioni di cui parli nel tuo libro?

Certamente. Ho tradotto per molti anni l’ebraico biblico per conto delle Edizioni san Paolo che hanno pubblicato 17 libri con le mie traduzioni letterali. Lavoro sulla Bibbia Stuttgartensia redatta, che rappresenta l’edizione a stampa del Codice di Leningrado: il Codice redatto dai masoreti (custodi della tradizione) della scuola di Tiberiade nella seconda metà del primo millennio dopo Cristo. Si tratta del testo universalmente accettato dal pensiero religioso ebraico-cristiano e che quindi è il punto di riferimento per le bibbie che tutti abbiamo in casa. Lavoro su quello per non essere accusato di essermi andato a cercare codici a me più confacenti: questo è quello accettato dalla Chiesa, quindi…

Partiamo dall’inizio, chi è questo Dio alieno della Bibbia?

In realtà si tratta di un gruppo, quello degli Elohìm, formato da colonizzatori giunti da non so dove perché la Bibbia non lo dice, ma certamente “alieni” cioè “diversi ed estranei” rispetto al genere umano, definito biblicamente “adàm”, che essi stessi hanno formato usando il loro DNA e il DNA degli ominidi.

Parliamo allora di Yahweh, chi era, cosa faceva?

Yahwèh, cioè il presunto dio della teologia, era uno dei meno importanti nel gruppo degli Elohim; probabilmente era anche giovane e, come detto in Dt 32,8 e seguenti, gli hanno assegnato un territorio infelice con un popolo che in pratica non esisteva: ha stabilito un patto con quel popolo, ha dettato norme che dovevano essere rispettate e in cambio lui li avrebbe protetti e portati alla conquista di un territorio vivibile.

Dalla Bibbia si comprende bene come abbia dovuto usare tutti i metodi, anche più cruenti, per dimostrare di essere capace di svolgere il compito assegnato da Elyon (colui che sta in alto, il comandante degli Elohìm): la violenza ed il terrore erano era machiavellicamente strumenti ineliminabili in quel tipo di situazione storica e sociale. Penso che se non avesse fatto così non sarebbe riuscito nel suo intento. Lo dichiara lui stesso in Ez 20, 25 come possono bene verificare coloro che hanno una Bibbia in casa: non c’è neppure necessità di traduzioni particolari. La Bibbia ufficiale della CEI riporta esattamente la spiegazione che lui stesso dà al suo ordine di “far passare nel fuoco i primogeniti”: spiega che il popolo doveva in sostanza vivere nel terrore per capire chi era lui. Ovviamente questa non è una giustificazione di ordine etico ma la possibile spiegazione pratica, operativa, del suo comportamento: era insomma un normale colonizzatore che non si è fatto alcuno scrupolo pur di raggiungere i suoi obiettivi.

Parliamo di come gli Elohim avrebbero creato l’uomo e per quale scopo?

Secondo quanto rilevo dalla traduzione del testo biblico, loro ci avrebbero fatti unendo i DNA della loro specie con quello trovato qui sul pianeta. Il motivo della formazione di Adamo ed Eva pare essere stato quello di farli lavorare nel giardino sperimentale dell’Eden: va detto però che la coppia iniziale probabilmente non costituisce neppure la coppia progenitrice dell’umanità. Il racconto biblico infatti fa comprendere che al di fuori di quel gruppo tribale esisteva una umanità non discendente da Adamo ed Eva, quella umanità da cui Caino teme di essere ucciso dopo essere stato cacciato. Dal momento che la mia risposta è necessariamente basata sul testo biblico non ho elementi sufficienti per ipotizzare in modo fondato il motivo per il quale gli Elohim avrebbero effettuato l’intervento sugli ominidi in generale: ovviamente la prima idea che viene in mente è che ci abbiano fatti per utilizzarci in una qualche maniera, il famoso “amare e servire dio”.

Quindi la Bibbia sarebbe un testo che mette insieme una serie di scritti con i quali si cerca di indirizzare, diciamo così, un popolo, quello ebraico in particolare, e non tutta la razza o le razze esistenti? Nel tuo libro spieghi come gli Elohim vivessero in mezzo agli umani, e come la situazione dell’epoca fosse un po’ complessa, anche per possibili faide fra di loro. Di che età storica parliamo? E cosa ci puoi dire dei comandamenti e di Mosè?

La Bibbia è il libro del popolo ebraico e come tale va preso e considerato: un libro di storia con tutte le caratteristiche tipiche di quei testi. Contiene quindi verità e falsità, errori e dimenticanze, cronaca realistica e iperbole… nei secoli è stato continuamente oggetto di scritture, riscritture, inserimenti e soprattutto cancellazioni, rifacimenti…

Le età storiche sono diverse: per Adamo ed Eva potremmo ipotizzare un periodo che inizia intorno al 4000-3500 a.C., saremmo cioè nei secoli che hanno preceduto il piccolo diluvio collocato da vari studiosi intorno al 3200-3100 a.C.; per Abramo siamo intono al 1900 a.C.; per Mosè e successiva storia dei regni di Israele possiamo ipotizzare un inizio intorno al XV-XIV sec. a.C.. Sono ovviamente date di larga massima perché nessuno studioso ha mai potuto definire con certezza date documentate.

I comandamenti che sono stati insegnati a noi fanno parte di una serie di più di 600 precetti che costituiscono il contenuto dell’alleanza, ma non sono quelli su cui Yahwèh ha detto espressamente di avere fondato il patto con Israele; questi ultimi, elencati ne “IL LIBRO CHE CAMBIERA’ PER SEMPRE LE VOSTRE IDEE SULLA BIBBIA”, sono infatti norme utili a costruire un popolo che doveva vivere in stretto ed esclusivo legame con lui. Su questi non si basa una religione ma si crea un sodalizio dai fini esclusivamente utilitaristici: si trovano nel capitolo 34 del libro dell’Esodo,versetti 10-27.

Parliamo un attimo della questione ufologica legata alla Bibbia. Tu sostieni che dall’Arca dell’Alleanza alla Gloria di Dio, fino ai Cherubini, il linguaggio non faceva altro che riferirsi a dei velivoli appartenenti agli Elohim, alcuni addirittura, forse, privi di pilota. E’ possibile?

E’ possibile perché il testo descrive letteralmente e con una certa precisione ciò che facevano quelle macchine volanti e gli effetti prodotti dall’Arca dell’Alleanza. Quindi non solo la filologia ci è di aiuto ma l’intero contesto ci consente di capire di cosa si parla nei libri in cui sono presenti quegli oggetti: il kevod/ruàch che ti uccide se ti passa vicino; il frastuono assordante, le fiamme e l’alone che ne accompagnano il movimento. I cherubini che hanno sistemi di volo rumorosi e ruote concentriche che turbinano rapidamente emettendo fiamme; volano da soli o in abbinamento col kevod/ruàch; vengono guidati da una persona che ci sta seduta sopra come si sta a cavallo. L’Arca uccide chi la tocca senza le necessarie precauzioni; quando è “carica” viene trasportata stando a distanza dal popolo che la segue; serve per le comunicazioni radio… Insomma la tecnologia è ben presente nel testo biblico. Ci vuole una mente aperta per accettarlo ma l’evidenza pare proprio imporsi da sé nonostante ogni tentativo teologico di mascherarla con chiavi di lettura spiritualiste che però non spiegano la concretezza dei fenomeni descritti.

Senza scendere troppo nei dettagli, potresti spiegare cosa dice realmente la Bibbia sulla creazione dell’uomo. Ci sono descritte le procedure?

Riporto in estrema sintesi ciò che nel libro documento in tredici pagine riportando come sempre i versetti ebraici in cui è contenuto il racconto della formazione dell’uomo e della donna. Il libro della Genesi ci dice che noi siamo stati fatti “a somiglianza” degli Elohìm e “con quel quid di materiale che contiene l’immagine degli Elohìm e che è stato tagliato fuori”: lo TZELÈM. Dice inoltre che gli Elohìm hanno agito su quell’elemento che “contiene la forma”, definito anche argilla, già presente sulla terra: AFÁR. Poi Yahwèh “anestetizza” Adàm, gli toglie un “qualcosa” da una parte laterale, “richiude” la carne e poi “opera” su quel “qualcosa” per produrre la femmina. Pare essere il racconto di un intervento di ingegneria genetica che ha richiesto anche una operazione chirurgica. In pratica i versetti biblici costituiscono la sintesi della narrazione lasciataci dai Sumeri che sono stati moto più circostanziati e precisi anche nel segnalare i tentativi che hanno dato esiti disastrosi, come emerge dalle traduzioni pubblicate dall’assirologo Giovanni Pettinato, già ordinario all’Univ.La Sapienza di Roma.

In pratica, con il DNA? Puoi dirci se la Bibbia specifica da quale razza esistente sarebbe stato creato l’uomo? Dall’Homo Sapiens o genericamente si tratta di ominidi?

La Bibbia non ci dice nulla in merito quindi si può solo ipotizzare che i primi interventi siano stati fatti su Homo erectus o habilis, ma non si può avere alcuna certezza.

Un’altra cosa che ha da sempre afflitto l’umanità. Cosa dice davvero la Bibbia rispetto alle figure di Satana e Lucifero?

Ne IL DIO ALIENO DELLA BIBBIA ho dedicato una capitolo intero a quella figura per documentare – sempre con i versetti ebraici fedelmente riportati – che il satàn non è un individuo identificato ma un termine che indica una funzione, quella dell’avversario o pubblico accusatore, che veniva svolta di volta in volta da vari personaggi, tra cui i malakìm (cioè i portaordini degli Elohìm) ed anche semplici uomini. Talvolta veniva assunta in pieno accordo o addirittura su incarico diretto di Yahwèh, il che ci fa capire che non si trattava del suo avversario e tanto meno del capo delle schiere infernali che sono il frutto della successiva elaborazione teologica. Il nome Lucifero deriva da una errata, o sarebbe meglio dire forzata, interpretazione di un passo di Isaia (14,12-15) in cui si parla di un re babilonese, o forse persiano, che viene definito sarcasticamente così. Ancora una volta il pensiero teologico monoteista lo ha accostato alla figura di satana per farne il principio del male, ma il testo biblico si riferiva a tutt’altro, come appare chiaro.

In conclusione, secondo il tuo punto di vista. Questi esseri sarebbero ancora sulla Terra, visto che, in fondo, tutta la faccenda sembra essere avvenuta poche migliaia di anni fa, o ci hanno abbandonati al nostro destino di ibridi senza uno scopo ma con troppe religioni che rivendicano la verità assoluta?

Sono propenso a pensare che ci abbiano abbandonato al nostro destino di ibridi ma non posso escludere che periodicamente tornino a vedere lo sviluppo della loro opera. So bene che ci sono molti sostenitori di ipotesi diverse ma io non sono un ufologo e non mi occupo quindi di questi temi: proseguo nello studio dei testi antichi nella convinzione che è bene che ciascuno cerchi fare al meglio il suo mestiere.

Molte grazie dell’attenzione a voi e ai lettori.

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