Giacobbe e gli Angeli

Amiche ed amici, vediamo una vicenda talmente banale da essere sempre dimenticata dai commentatori: una curiosità biblica dai risvolti militari in cui sono presenti “angeli” che “non fanno nulla”…

Giacobbe sta tornando nella casa di suo padre Isacco dopo essere andato a scegliere una moglie nelle sue terre di origine.

Nel corso del viaggio troviamo un inciso che non ha alcun rapporto con il viaggio stesso e il cui inserimento non ha quindi alcuna giustificazione vera.

Proprio in questo sta la sua valenza!

Mentre camminava gli vengono incontro i messaggeri (malakhìm, angeli) degli Elohìm e nel vederli Giacobbe esclama “questo è un accampamento degli Elohìm” e decide di chiamare quel luogo [machanaìm], termine che viene sempre tradotto come se fosse un nome proprio (Machanàim) ma che rimanda invece al plurale/duale di [machané] che significa accampamento.

Una scena incredibilmente concreta: gli ‘angeli’ non fanno nulla di particolare o, meglio, potremmo dire che si stanno facendo i fatti loro.

Giacobbe arriva con la sua gente e il suo bestiame; questi personaggi gli si fanno incontro senza parlare; egli li riconosce e capisce di essere finito a ridosso di uno dei loro acquartieramenti e così decide di identificare quel luogo proprio come tale.

La presenza di quegli ‘angeli’, la constatazione che si tratta di un accampamento degli Elohìm e la particolare costruzione del nome che Giacobbe decide di dare al luogo [machanàim], cioè “due accampamenti”, ci autorizza ad ipotizzare che forse il patriarca biblico si è imbattuto in una accampamento costituito da due settori, uno per gli Elohìm ed uno per i [malakhìm] che appartenevano a gradi diversi nella scala gerarchica: comandanti e truppa, diremmo noi.

E non è un caso che proprio degli appartenenti alla ‘truppa’, i [malakhìm], si siano mossi per andare incontro a quegli estranei che stavano sopraggiungendo e stavano per entrare in un luogo presidiato; la loro sola presenza ha indotto Giacobbe ed i suoi a non avvicinarsi ulteriormente: constatato che quegli individui avevano lì un accampamento (o forse due) riprese la strada di casa.

Non succede nulla, non ci sono messaggi, non vengono compiute azioni, non si impartiscono ordini, non ci sono visioni o sogni… si registra semplicemente un incontro casuale, al termine del quale ciascuno continua a fare ciò che stava facendo.

Più chiaro di così…

Mauro Biglino

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