L’ANTICO TESTAMENTO…BIBBIA SATANICA?..

Il sito internet “Presenze Aliene” dedica un bell’articolo ai libri di Mauro Biglino, vi riportiamo sotto la trascrizione.

Da: PresenzeAliene

Fin da quando ero bambino ho sentito i saggi della nostra società, dire a noi comuni mortali, che la bibbia era stata ispirata da Dio e che essa era la verità di colui che ha fede.

Ora che sono cresciuto e mi permetto di porre e di pormi delle domande, voglio sapere come stanno realmente le cose; voglio sapere se vi sono stati dei bugiardi o semplici persone che hanno errato, pertanto porrò e cercherò di rispondere ad alcune domande relative esclusivamente al Pentateuco o Antico Testamento.

Con me, non possono per una questione di coerenza con se stessi, esimersi dal porsi le stesse domande tutti i credenti che nella bibbia, ma in questo caso in particolare nell’antico testamento, hanno la base della loro fede. Qual’ora dovesse emergere che ciò che ci è stato detto e imposto mediante la bibbia, non corrisponde affatto a quanto riportato nei testi originali; significa che “SIAMO STATI INGANNATI”!.. pertanto, nel caso emergesse l’inganno e tu non sia disposto a rivedere il tuo pensiero (in quanto io già lo sono), chiudi questa pagina e continua a credere!..

1. Quanto sono veraci rispetto ai fatti realmente accaduti, i testi o codici ebraici originali?

· Quanto siano realmente veraci rispetto ai fatti accaduti non ci è dato sapere. I codici originali sono stati redatti ovviamente a posteriori dopo molto tempo dai fatti accaduti e, quando il ricordo veniva tramandato oralmente. Ritenere oggi che siano veraci è ipotetico e azzardato. Vi è poi da considerare che i codici sono stati scritti in ebraico ma, al tempo dei fatti di Mosè, l’ebraico non esisteva ancora quindi la conseguente domanda:In quale lingua Dio avrebbe ispirato i personaggi che ci hanno tramandato i fatti?.. Perché Dio non ispirò in un linguaggio noto, da porsi immediatamente per iscritto?.. Un Dio vero, non avrebbe potuto utilizzare un mezzo di comunicazione che non lasciasse adito a reinterpretazioni strumentali che poi, si sarebbero potute spacciare come farina del suo sacco?.. Un Dio vero, può avere necessità di comunicare con gli esseri umani a venire, mediante una tradizione orale in un linguaggio oggi non noto?.. Le domande potrebbero essere tante e, non è questo lo scopo del presente articolo pertanto, facciamo finta che i codici ebraici dicano la verità o quantomeno, dicano quanto di meglio gli scribi sono riusciti a mettere per iscritto.

2. I codici ebraici, sono cronaca storica o canalizzazioni ispirate per fini di religiosità a venire?.. cosa hanno a che vedere con la fede e la spiritualità?..

· In base a quanto dichiarato dalle diverse confessioni religiose generate, si tratta di canalizzazioni ispirate per fini religiosi, di fede e di spiritualità. In base all’interpretazione della traduzione letterale ed imparziale operata con l’intento di comprendere; emerge che si tratta di cronache storiche che nulla hanno a che vedere con la fede.

3. La bibbia, ma intendo qui il Pentateuco in circolazione oggi, quale corrispondenza di veridicità ha con i testi o codici ebraici originali?..

· Il pentateuco oggi è coerente ai codici originali, in tutte quelle parti nel quale i codici riportano cose coerenti o quasi, con la dottrina che la religione vuole imporre. Il pentateuco oggi è incoerente rispetto a tutte quelle parti che, se tradotte correttamente, dimostrerebbero la falsità posta in essere.

4. Quando il dio Yahwèh esigeva (..io sono un Dio geloso ecc..) l’adorazione del popolo ebraico; esigeva nel popolo la presenza della fede o della fedeltà?..

· In base alla traduzione letterale operata dal linguista Mauro Biglino; e riportata nei suoi lavori :”Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla bibbia” e in particolare “Il Dio alieno della Bibbia”; emerge che Yahwèh non esigeva la presenza della fede spirituale nel e dal popolo ebraico; ma esigeva la fedeltà assoluta. La differenza consiste nel fatto che fedeltà, significa applicazione totale degli accordi presi mediante i “patti d’alleanza”. La spiritualità e la fede, non vengono mai citati. Sono una aggiunta a posteriori..

5. Come considerare il peccato originale che condannò l’umanità nei secoli a venire?..

· Peccato nel significato originario, significa errore. Errore che Eva con Adamo, avrebbero compiuto, mangiando il frutto della conoscenza. Da quel momento Eva partorì con dolore. Associare il senso del dolore da parto al frutto del bene e del male, ha nulla di (almeno apparentemente) logico. Nel caso invece lo si associasse al frutto dell’albero della vita; si potrebbe pensare che da quando Eva conobbe il frutto della vita (ovvero la sessualità, la nudità, la determinazione alla procreazione), partorì con dolore. Ebbene, la traduzione letterale evidenzia che il frutto proibito il quale generò l’errore, era quello dell’albero della vita e che l’aver imposto a posteriori la storia del peccato originale mediante la conoscenza del bene e del male, è stata una tremenda carognata religiosa per fini strumentali (boicotta il diritto di conoscenza, impaurisce chi vuole sapere, condanna a priori!..). Pensiamo un attimo al condizionamento generato nell’umanità!.. La minaccia poi “se mangerai del frutto della conoscenza positivamente morrai..”, non genera il seguito della morte umana visto che l’uomo è andato moltiplicandosi!.. La conoscenza del bene e del male non viene mai scissa in due possibilità separate; una presuppone anche l’altra!.. E, se l’albero fosse stato uno solo ma, poi diviso in due aspetti?..

6. Cosa accosta la fede, la spiritualità, la religione ai codici ebraici?..

· Assolutamente nulla, se non l’intenzione di strumentalizzare i codici ebraici in funzione di finalità religiose che intendono monopolizzare la spiritualità e la fede. Occorre qui, che i lettori sappiano scindere la differenza tra fede e religione. La fede vera è un sentire interiore, mediante il quale l’essere umano si accosta al Divino con spiritualità. La religione è invece una struttura concepita per gestire la fede vera, secondo logica materialistica in funzione di acquisizione di potere sulla massa.

7. Yahwèh era Dio l’Assoluto, il Dio della spiritualità universale, la causa Prima, l’Ente Onnisciente, Onnipresente Onnipotente e trascendente, oppure era uno degli dei detti Elohìm?..

· Elohìm è termine plurale del singolare El e significa signore in senso di persona fisica. Yahwèh pertanto era un signore o essere, considerato divinità da chi lo aveva scelto. Signore o divinità, non significa persona comune. Era un essere superiore agli esseri umani comunemente intesi; ma non era Dio. L’utilizzo del termine plurale “Elohìm” è corretto in quanto significa pluralità di dei e non deve essere considerato singolare per poter imporre l’idea monoteistica che in seno ai popoli di allora non esisteva.

Nel corso dell’antichità, si parla costantemente di dei, di semidei, di esseri superiori. Cosa realmente fossero, è spiegato nei due seguenti libri in immagine, mentre altri libri stanno uscendo quali “Oltre la mente di dio” o “Schiavi degli dei”.Poi, non dimentichiamoci mai i libri di Zecharia Sitchin quali “Le astronavi del Sinai” o “Guerre atomiche al tempo degli dei” ecc..

Il presente articolo nasce anche, con l’intento di ringraziare Mauro Biglino per il lavoro svolto e l’Infinito editori per averlo pubblicato. Questo e molto altro materiale di riflessione, può emergere leggendo i due libri. Mancava un lavoro del genere per acquisire maggiore consapevolezza circa la considerazione da indirizzare ai codici ebraici. Un plauso comunque anche agli scribi ebrei che, probabilmente hanno cercato di essere il più fedeli possibile ai ricordi del passato e comunque, non hanno inteso riportare o imporre uno strumento di fede o di religione. Ai maneggioni venuti dopo; il mio dissenso..

Siccome ogni persona è libera di pensare come ritiene opportuno; nel caso vi siano persone in grado di dimostrare che la traduzione letterale di Biglino sia errata e che le mie considerazioni non rispettano l’intento della ricerca di verità; sono invitate a produrre e pubblicare (anche solamente inviandomele), le prove del loro dissenso. Premetto che la credulità non è considerabile prova oggettiva e, la fede vera è altra cosa. Ai credenti, un invito: “ ACCERTATEVI ” e, cinque domande finali di riflessione: Constatata la malafede, di quella religione al quale tu hai affidato la gestione della tua fede e della tua spiritualità; non sarebbe il caso che tu decidessi di gestirla diversamente?.. Un detto popolare recita: ”Fa come dicono e non fare come fanno!..” io quindi aggiungo: Quanto danno crei a te stesso e alla società intorno a te, appoggiando una associazione a delinquere di stampo religioso?.. Siamo certi che la tua partecipazione non si chiama compiacenza e non ha responsabilità o non genera conseguenze?.. Quanto è opportuno che tu imponga questo ai tuoi figli?.. A causa di questa imposizione, non ha ancora sofferto e pagato abbastanza l’umanità?.. BUONA MEDITAZIONE!..

I commenti sono chiusi.