Gli Ebrei: dall’Esodo biblico all’occupazione palestinese

L’Esodo biblico, che come abbiamo visto fu nientemeno che la cacciata degli Hyksos e del faraone eretico Akhenaton dalla terra d’Egitto, partì dalla città egizia di Tell el-Amarna, corrispondente all’odierna Amarnah, situata sulla sponda orientale del fiume Nilo nella moderna provincia egizia di Minya.

La storia di Tell el-Amarna è strettamente interconnessa alla figura del faraone Akhetaton e alla personalità del sovrano “eretico” Amenhotep IV che, modificato il suo nome in Akhenaton, instaurò il culto del disco solare vivente Aton in un modello più evoluto di politeismo che possiamo identificare, più che in un flessibile monoteismo, in una vera e propria forma di enoteismo.

Come abbiamo visto nell’analisi prima riportata, se Akhenaton istituì questo nuovo culto non fu solamente per ristabilire le antiche tradizioni e le antiche credenze del dio venerato dalla popolazione hyksos-ebrea da cui discendeva sua madre, ma anche per allontanarsi, non solo moralmente, ma pure fisicamente, dal potere gestito dai sacerdoti di Amon, esercitato soprattutto nell’antico tempio di Ipet-Eswe (l’attuale el-Karnak), al fine di contrastare l’influenza della classe sacerdotale egizia, conflitto che in un primo momento sembrò favorire l’eretico Amenhotep.

Così Akhenaton nel suo tentativo, che risulterà poi vano, di arginare la potenza della classe sacerdotale dominante, impose la chiusura del tempio di Ammone (salvando solo i sacerdoti di Heliopolis) e, per sottolineare il distacco dal passato, trasferì la capitale del Nord presso l’odierno villaggio di Tell el-Amarna.

All’interno si ebbe però la reazione dei sacerdoti di Ammone e della classe aristocratica, che vedevano minacciati i propri privilegi; fu così che dopo tredici anni di tirannia Akhenaton fu inevitabilmente destituito da Smenkhare, genero di Akhenaton nonché fratello di Tutankhamon, che, prima di morire assassinato all’età di 17 anni, mettendo così fine al suo breve regno, ripristinò il culto di Ammone distruggendo Tell el-Amarna, la città di Amenhotep devota al culto solare dell’unico dio Aton.

A causa della lebbra portata dalla popolazione Hyksos-Ebrea, come ci dice anche Manetone, gli “impuri”, ovvero i contagiati e tutti i membri, anche meticci, appartenenti a questa popolazione, furono esiliati e confinati nella città di Avàris.

Così, usando questa città-ghetto come base personale, i componenti della popolazione esiliata diedero vita a una gigantesca rivolta eleggendo Akhenaton, anch’egli esiliato, come loro capo, in quanto effettivamente poteva essere considerato un Hyksos- Ebreo e quindi appartenente alla stessa loro razza ed etnia.

Dopo aver promosso nuove leggi, stabilite e formalizzate in netto contrasto con quelle dei più evoluti vicini Egizi, come il non adorare i loro dèi e il non mangiare la carne di alcuni animali cosiddetti “sacri”, come il maiale (in quanto erano, come testimoniato anche da Tacito in Historiae 5: 3, dei “portatori di lebbra”),

Akhenaton si alleò nuovamente con i sacerdoti di Heliopolis, gli unici sacerdoti a cui non abolì i culti quando era faraone perché da sempre suoi alleati, e inviò ambasciatori agli Hyksos di Canaan, cacciati a suo tempo dal faraone Ahmose, per chiedere loro in aiuto un copioso numero di milizie per sconfiggere gli Egizi.

Fu allora che con i rivoltosi della città di Avàris, l’aiuto dei sacerdoti di Heliopolis e i duecentomila soldati hyksos-ebrei provenienti dalla Palestina, Akhenaton sconfisse l’esercito egizio riprendendo in mano il suo trono e distruggendo di nuovo le immagini e le statue degli antichi dèi egizi.

Tuttavia, a distanza di alcuni anni, gli Egizi riorganizzarono il proprio esercito sconfiggendo ancora una volta gli Hyksos-Ebrei che verranno inseguiti fino ai confini dell’Egitto, venendo di nuovo esiliati.

Da qui comincia l’Esodo biblico, con un piccolo gruppo fuggitivo di superstiti hyksos mal ridotti con a capo il loro generale Akhenaton, uscito dalla battaglia con capo chino in segno di sconfitta.

Avvenne così che, in seguito alla seconda cacciata dalla terra d’Egitto avvenuta nel XIII secolo a.C., il popolo hyksos si disgregò completamente e ciò che ne rimase, ovvero i superstiti di quella grande battaglia, non fu che un popolo retrogrado dedito alla raccolta e alle razzie.

Gli Hyksos-Ebrei fuggirono passando per il delta del Nilo, determinati com’erano a ritornare nelle terre da dove i loro antenati secoli prima erano venuti, vale a dire nella terra di Canaan (in Palestina), in Siria e in tutti quei territori limitrofi dove era possibile vivere come predoni, compiendo saccheggi e razzie a discapito delle malcapitate popolazioni locali.

Tratto da “Oltre la mente di Dio – Quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo” di Alessandro e Alessio De Angelis, Uno Editori, lo puoi trovare scontato sul sito ufficiale della casa editorice, clicca qui.

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