L’Ellenismo

Con questo termine si indica il periodo storico della civiltà greca che va dalla spedizione di Alessandro Magno in Asia sino all’affermazione indiscussa del primato di Roma: si va quindi dal 323 al 31 a.C. circa.

Alla morte di Alessandro seguì un periodo molto confuso, durante il quale scomparve il precedente ordine politico-militare e, attraverso guerre e disordini, si formarono sostanzialmente tre grandi unità statali: la Macedonia, la Siria e l’Egitto dei Tolomei.

In quegli anni, dal punto di vista politico e sociale, cadde una serie di certezze sulle quali da secoli si era basata la stabilità del sistema precedente: si registrò ad esempio la scomparsa della struttura delle città (poleis) greche.

Si affermò inoltre una certa emancipazione della donna, con il contemporaneo sgretolamento dell’istituto familiare.

Anche la religione fu investita da quell’ondata di novità: scomparvero, o quasi, gli dèi legati al mondo delle polis greche. Ma era sempre grande il “bisogno di religione” e le grandi masse trovarono la risposta a questa esigenza nei culti provenienti dalle popolazioni vinte: si diffusero i riti misterici, orgiastici, la venerazione delle divinità mesopotamiche e mediorientali in genere, ivi compresa anche la religione ebraica.

I Greci scoprirono che le nuove divinità non erano poi così diverse da quelle da loro venerate, e così si realizzò uno scambio e una commistione di credenze, formule e riti, che aprì la strada a una delle caratteristiche fondamentali della religiosità ellenistica: il sincretismo.

Tratto da “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia – Gli dei che giunsero dallo spazio” di Mauro Biglino. Lo trovi QUI.

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