Recensione al libro di Mauro Biglino ad opera di Alessandro Bertirotti

L’antropologo Alessandro Bertirotti recensisce “Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia” sul suo sito internet www.bertirotti.com.

Vi proponiamo la trascrizione dell’articolo:

Capire la nebbia

ovvero una recensione al libro di Mauro Biglino Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla bibbia. Gli dèi che giunsero dallo spazio?, Infinito Editori, 2010, Torino.

Leggere questo libro ed avere la possibilità di ascoltare direttamente l’autore durante una sua conferenza sono cose opportune ed auspicabili. Per almeno tre motivi che elencherò brevemente.

Il primo motivo è legato al titolo di questa mia recensione: “Capire la nebbia”. Vale a dire, la nebbia ragionevole presente nella Bibbia, a meno che la fede, oltre ogni ragionevole dubbio, non soccorra il lettore portandolo oltre il letterale. Sempre ammesso che ci sia un letterale univoco per la Bibbia, visto che la scrittura è consonantica e la vocalizzazione non si è impressa nella storia, così come ci dice Mauro Biglino. Egli ci presenta dunque la sua versione, che ha diritto di cittadinanza quanto tutte le altre, ed è per questo motivo che dovrebbe essere conosciuta.

Per amore della scelta, del libero arbitrio. In effetti i dubbi che sono alla base delle ricerche e delle analisi di Mauro Biglino sono ragionevoli, come lo è ogni forma di legame con la trascendenza specialmente quando questo legame è umanamente cercato piuttosto che umanamente ricevuto. Senza inoltre dimenticare che Gesù di Nazareth dirà che

“confonderà i dotti, mentre si rivelerà ai semplici”

e direi così che il conto torna per tutti: per coloro che credono e per coloro che vorrebbero credere ad altro. Il Vangelo, dunque Cristo, meglio ancora del Vecchio Testamento rende liberi gli uomini: è questo, secondo me, il messaggio che emerge, anche dal testo del Biglino, perché ogni individuo, dopo la sua lettura, aggiunge qualcosa alle proprie conoscenze, senza che ne sia intaccata minimamente la fede che è “oggettivamente altro” rispetto ad una mera ricerca storiografica.

Il secondo motivo si riferisce alla semplicità ed alla chiarezza del testo che – tranne i casi in cui l’autore, per amore di scienza e correttezza intellettuale – fa riferimento alle lingue arcaiche che attraversano le diverse interpretazioni del Vecchio Testamento, è sempre scorrevole e appassionante. E risulta tale anche per colui che, come me, ha avuto il dono della fede, intesa non come comprensione intellettuale, che può attenere anche ad un agnostico, ma come esperienza che ti cambia la vita, che la converte in altri lidi e ti trasporta con nuovi mezzi verso orizzonti incomprensibili eppure presenti concretamente.

Il terzo motivo si riferisce al fatto che siamo in presenza di un testo coraggioso, nel senso che desidera affrontare temi di origine divina con parametri umani, con la passione che traspare dal lavoro serio e rigorosamente storico dell’Autore. Lo consiglio sinceramente – ma, come avviene per gli antibiotici, secondo dosaggi calibrati – a coloro che continuano a procedere nel proprio cammino di fede in Cristo.

Proprio a questo mi è personalmente servito

Da: http://www.bertirotti.com/pubblicazioni/recensioni/

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