Gli Alieni stanno tornando alla loro patria di origine?

Amiche ed amici, gli auguri di un buon fine settimana sono accompagnati da una annotazione sorta fresca fresca nel corso del convegno di Rho domenica scorsa…

Parlo oggi di una materia che non è la mia anche se le è strettante correlata.

Tra gli amici colleghi relatori c’erano Biagio Russo (“Schiavi degli Dei”) e Paolo Bolognesi (Gruppo Sentinel, “UFO la Verità scomoda”) che partendo da posizioni diverse giungono a conclusioni simili.

Ricercatore sumerologo il primo e studioso del fenomeno UFO il secondo, formulano entrambi una ipotesi sulle origini e sulla provenienza degli “Alieni” di cui ci parlano i testi antichi: Anunnaki, Elohim, ecc…

Molto spesso mi si chiede cosa penso della ipotesi Nibiru formulata da Sitchin e la mia risposta è condizionata dal fatto che fino ad oggi io mi sono imposto da solo dei paletti all’interno dei quali condurre la mia ricerca: il Codice biblico masoretico di Leningrado, da cui deriva la Bibbia che noi conosciamo.

Tale testo non mi consente di formulare ipotesi motivate in un senso o nell’altro, fatta salva una possibilità molto curiosa che ricavo da una analisi parallela tra la versione Greca (quella dei 70) e precisi termini aramaici presenti nella Bibbia: ma di questo parlo nel prossimo libro e dunque non lo riporto qui.

Come sapete io non sono un ufologo e dunque mi limito a tenere nel debito conto ciò che del fenomeno dicono gli studiosi che se ne occupano in modo specifico.

Mi interessa quindi darvi conto di quanto ipotizzato dai due amici citati e che sintetizzo così: i presunti Alieni non sono veri e propri EXTRATERRESTRI ma EX-TERRESTRI, cioè individui che appartenevano a razze molto evolute presenti sulla terra milioni di anni fa e che hanno probabilmente dovuto abbandonare il pianeta a seguito di eventi naturali disastrosi.

Ora starebbero tornando alla loro patria  originaria con missioni preventive di ricognizione e studio.

In questa ottica Paolo Bolognesi spiega le varie razze, le differenze tra individui simili all’uomo e creature assolutamente diverse come i grigi (entità biologiche artificiali?), i fenomeni tanto controversi delle abductions, i prelievi di materiale organico ecc ecc…

Si tratta di ipotesi che collimano con le teorie che vedono in Atlantide non solo un luogo geografico preciso ma una sorta di civiltà diffusa che ha popolato la terra in tempi antichissimi e non facilmente determinabili.

Inoltre trovano un sorta di riscontro anche in una chiave di lettura che Biagio Russo fornisce per il termine A-nun-na-ki: “la prole più importante della Terra”.

Sono stirpi speciali che hanno abitato il nostro pianeta ben prima delle epoche storiche a noi conosciute?

Hanno voluto ripristinare la purezza genetica originaria?

Questa ipotesi trova corrispondenza nel fatto che la Bibbia dice che quando i figli degli Elohìm si unirono sessualmente con le figlie degli Adàm, i Nefilìm erano sulla terra, e non sono quindi necessariamente il prodotto di quelle unioni (Genesi 6,2-4)?

La biblica stirpe dei Refaìm (guaritori), dei figli di Anàk, richiama origini perdute, così come il gaelico popolo dei Tuata de Danaan i cui medici ricordano nel nome (Dijan Chesh) gli Anunnaki medico/biologi chiamati Kash Dejan. Conwsocuit anche come i “Serpenti occhio-unico” nell’epica sumera di Kharshag (l’Eden biblico)?

Una cultura perduta, partita per altri pianeti e poi tornata?

Ulteriori approfondimenti saranno possibili nel proseguimento del rapporto con questi amici con i quali si sta pensando di condividere operativamente una parte del percorso di ricerca.

In ogni caso, gli antichi sostenitori della corrente filosofica dello sképtomai (malamente intesa dai moderni come “scetticismo”) sostenevano che in assenza del “vero” bisogna proseguire nel cammino seguendo il “plausibile” e così credo anch’io che sia bene fare.

Perdonate questa mia incursione in territori non miei ma mi sembrava giusto e interessante darvi conto anche di questo.

Buon fine settimana a tutti.