Alieni tra i Faraoni? Parte 2

Gianfranco Nolli, direttore della sezione egizia dei Musei Vaticani, però segnò come falso il papiro Tulli, mettendo in dubbio la preparazione del suo predecessore. Un ulteriore e forse definitivo esame del particolare oggetto risale al 2006, quando in una community on line italiana (Egittologia.net) si cominciò a studiare il “caso”, iniziando dalla traduzione del testo ex novo, prendendo come base l’immagine pubblicata da De Rachewiltz. I numerosi partecipanti del forum, incominciarono a trovare delle “stranezze” nella traduzione finché Franco Brussino, esperto di egittologia, riscontrò la similarità tra alcuni passi del papiro e delle frasi provenienti da testi noti. La ricerca bibliografica condusse a trovare le stesse frasi del papiro Tulli in un testo fondamentale sulla scrittura egizia l’Egyptian Grammar di sir Alan A. Gardiner, pubblicato già nel 1927. Il testo del papiro Tulli, sarebbe quindi, secondo Brussino copiato dell’Egyptian Grammar, le cancellazioni che tanto avevano fatto parlare, sono soltanto servite a dare maggiore coerenza e a gettare un alone di mistero. A conferma della posteriorità del papiro rispetto al testo di studio, si incontrano due errori di trascrizione, presenti nelle prime edizioni del volume del Gardiner e presenti anche nel papiro Tulli. Il Brussino fa di più, ritrova e pubblica l’elenco della frasi del papiro Tulli copiate dalla Grammatica del Gardiner, citando il paragrafo della grammatica e la fonte originale, così come indicata.

Secondo queste ultime dichiarazioni parrebbe quindi che il papiro sia una truffa, tuttavia risuona quanto meno strano una truffa risalente al 1934 su esseri venuti da un altro mondo, come anche il fatto che il famoso antiquario del Cairo abbia copiato delle parti dai testi spacciandole come un papiro originale.

Qual sarà la verità?