L’ 11° comandamento di Dio: uccidi il prossimo tuo se non crede in me

Quanto sta succedendo in Egitto non fa altro che confermare un fatto tristissimo: in nome di “Dio” si è sempre ucciso, si succide e si ucciderà ancora.

Ma l’aspetto curioso è che coloro che hanno compiuto gli attentati non fanno altro che rispettare delle indicazioni precise che il “Dio” dell’Antico Testamento – cui essi si rifanno –  ha dato innumerevoli volte, in forma chiara ed esplicita.

Ne cito solo due tratte dal libro del Deuteronomio: 13,7 e segg.

“Se tuo fratello, tuo figlio, tua figlia, la moglie, l’amico ti incita in segreto dicendo ‘Andiamo a servire altri dèi  tra le divinità dei popoli circostanti’… tu non gli darai ascolto…non lo risparmierai… tu dovrai ucciderlo… la tua mano sarà la prima contro di lui per metterlo a morte… tutto Israele sentirà, avrà paura e non commetterà più un’azione malvagia come questa”;

“Se senti che in una città… sono usciti uomini malvagi che hanno sedotto gli abitanti dicendo ‘Andiamo a servire altri dèi’… tu indagherai, esaminerai, interrogherai con attenzione… e se la cosa è certa… devi passare gli abitanti di quella città a fil di spada… brucerai la città tutta intera…”.

E non erano indicazioni metaforiche o simboliche: il popolo di “Dio” doveva proprio agire così.

La Bibbia è il testo sacro di tre religioni i cui fedeli si massacrano nel nome dello stesso Dio.